Il personal trainer di Nuoro ha conquistato Milano

Stocchi ha abbandonato il calcio per costruirsi una carriera da preparatore. Tre anni a Londra per ottenere il brevetto, poi il lavoro nella palestra dei vip 

NUORO. La Milano industriale e dei network dell’informazione affida al “personal trainer” sardo il benessere dei suoi uomini. Il tecnico è Roberto Stocchi, 31 anni di Nuoro, ex portiere di calcio tra i giovani del Cagliari e in Serie D. Per chi gradisce, tre, quattro sedute ogni settimana, spese a piegarsi, allungarsi, gonfiare i muscoli, ma soprattutto giurare col maestro che «il benessere fisico e quello mentale sono la base per vivere bene e a lungo».

Tutto questo accade da circa un anno, cioè da quando Roberto ha lasciato Londra, portando con sé il diploma dell’Academy fitness. La figura professionale e la formazione necessarie per diventare personal trainer le spiega l’interessato, in questi giorni a Nuoro per un periodo di vacanza a casa dai familiari: «Il personal trainer è un preparatore fisico e, allo stesso tempo, un motivatore. Perché all’insegnamento su correttezza di posture ed esercizi atletici, aggiunge il lavoro sulla testa dell’allievo affinché si convinca di quanto va facendo e dell’importanza di migliorare le prestazioni». In Italia il picco della richiesta di lezioni si raggiunge proprio a Milano e, nello specifico, nel complesso sportivo dell’Aspiria Harbour Club, in zona San Siro, dove Stocchi lavora ogni giorno: «Seguo una trentina di clienti che si allenano in maniera regolare. Poi c’è l’altra parte dell’attività, quella che svolgo attraverso internet e i social network, dove si possono trovare i miei programmi di preparazione psicofisica. E, insieme, i consigli sull’alimentazione perché questo aspetto è di gran lunga l’elemento fondamentale per chi vuole raggiungere la piena forma fisica». Fabio Caressa, ex direttore di Sky Sport, la moglie, e giornalista tv a sua volta, Benedetta Parodi, il conduttore Shorty, di Radio Deejay, si affidano al tecnico nuorese.

Il programma di stocchi ha poche ma chiare convinzioni di base: «L’attività fisica ti consente di affrontare meglio le sfide quotidiane e di difenderti dalle malattie. Ci si guadagna in grinta e autostima». Prove provate da Roberto Stocchi. Se non avesse fatto il preparatore fisico lo si vedrebbe ancora sui campi di calcio, con la divisa da portiere, che ha indossato sino a 26 anni. Giocatore con buone doti, messe al servizio oltreché del Cagliari, dei laziali del Monterotondo, di Castiadas e Villasimius. Sino al giorno in cui un incidente automobilistico, rovinoso ma per fortuna non irreversibile, gli è servito come pausa di riflessione sul futuro: «Solo il caso ha voluto che non finissi paralizzato. Da quel momento per me è suonato il classico campanello. Ho capito che il calcio non poteva essere molto di più che un divertimento e di conseguenza ho avvertito la necessità di costruirmi delle certezze per la vita».

Dal campo all’attività di preparatore quindi, anche per imparare i segreti del mestiere era necessario un cambio di vita che, in pratica, è un biglietto per Londra, perché là si trova il meglio. E allora, si parte: «Nei primi tre mesi ho frequentato un corso per apprendere la lingua, a Brighton. Poi l’iscrizione all’Academy fitness e un impiego da barista per coprire le spese». Tre anni di corso, con teoria e pratica in inglese per arrivare infine al ritiro di quel diploma che ha inseguito per qualche migliaio di chilometri. Le possibilità d’impiego sono tante e Roberto inizia a metterle a frutto in Inghilterra proprio perché: «Ci si affida al personal trainer sia per migliorare la condizione del proprio corpo, sia per riacquistare mobilità e vigore dopo dei traumi fisici, spesso conseguenza d’incidenti d’auto». Quando sotto le mani del preparatore Stocchi c’è un giovane, il carico degli esercizi raggiunge il massimo: «Aggiungendo sempre nuove sfide per raggiungere risultati più elevati». Per gli anziani serve invece una preparazione misurata: «Per combattere la vecchiaia». Poi il trasferimento a Milano e l’inizio con le lezioni impartite a domicilio o tra i gruppi di praticanti che si riuniscono nei parchi.

L’ultimo step è quello del centro sportivo di San Siro, tra i vip e industriali: «Per me sono tutti uguali, che siano noti o no garantisco sempre il meglio e questo lavoro mi gratifica e consente di guadagnare bene». Tanto da avere dimenticato anche il calcio, il primo amore di uno uomo che ha iniziato a fare sport dall’infanzia, in palestra o piscina, prima di piazzarsi davanti ai pali di una porta, come per anni aveva fatto il padre, Antonello Stocchi, ex portiere della Nuorese. Di quell’esperienza ricorda le stagioni al Cagliari: «Ho avuto alcuni bravi allenatori che mi hanno insegnato l’importanza del sacrificio. E poi al calcio devo tante amicizie. Vorrei dimenticare invece alcune vicende negative, successive all’incidente stradale, quando ho capito che nel calcio vieni preso in considerazione solo se sei utile alla causa, altrimenti scatta l’abbandono». Brutti pensieri che Roberto Stocchi ha superato soprattutto grazie ai nuovi orizzonti conquistati a Londra e che ora si presentano ogni giorno sotto il cielo di Milano: «La città con più opportunità per la mia professione». Da Nuoro è partito all’età di 13 anni: «Che però non mi manca sotto l’aspetto

professionale e neppure sociale – concluide Roberto –- Ma ci sono i miei affetti e per questo ci ritorno con gioia». Con il sorriso e senza rimpianti. Perché l’importante è godersi la vita, cosa che viene molto più facile quando il fisico e la menta funzionano alla perfezione.
 

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