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Destra e sinistra nel caos solo i 5 Stelle già pronti

Difficile decifrare il risiko delle alleanze. Pd e Cp sono sempre più vicini Il Partito dei sardi punta a una coalizione che vada al di là delle vecchie divisioni

SASSARI. Nell’universo delle Regionali l’unica certezza è il cielo delle stelle fisse. Cinque. E il loro candidato governatore, Mario Puddu.

Ma a parte il Movimento, che per una volta è partito prima di tutti, nel resto del firmamento politico regna il caos. Schieramenti e coalizioni sono ancora cantieri in allestimento. E per la prima volta è complicato anche capire se ci saranno coalizioni contrapposte. Perché un effetto innegabile lo tsunami gialloverde lo ha avuto. Ha sbriciolato le certezze del bipolarismo. Del centrodestra contro il centrosinistra. E anche l’esistenza di un centrodestra e di un centrosinistra.

Il magma. Il Pd prima di fare la conta degli alleati deve cercare di fare quella di se stesso. Il segretario Emanuele Cani si è armato di colla diplomatica per mettere insieme i cocci del partito. Ha aperto molti tavoli, ma per ora non c’è nulla di definito. Cani ha più volte detto che vuole ripartire dall’alleanza che ha portato il centrosinistra a vincere le Regionali, ma molti pezzi pregiati sembrano già non esserci più. C’è di sicuro l’asse con Campo progressista. L’ex senatore Luciano Uras conferma la vicinanza ai Dem . «Oggi è tempo di decisioni di coraggio e innovative. Condivido con il segretario del Pd una storia comune di impegno politico e recentemente anche parlamentare. Lo conosco e considero Emanuele Cani e la sua Segreteria un serio interlocutore. Così penso anche dei tanti altri movimenti, liste e organizzazioni politiche democratiche che esprimono attenzione ai problemi della Sardegna, siano portatori dei valori della cultura cattolica, liberale, socialista e di sinistra, indipendentista e autonomista». Il nome su cui dovrebbe fare perno questa alleanza è il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, come candidato governatore. Ma Uras tenere la porta aperta a una coalizione più ampia. «Ci vuole il coraggio dell’innovazione. Riteniamo un dovere lavorare alla costruzione di “una originale coalizione programmatico-politica” dove il civismo democratico e la partecipazione diretta di persone e popolo siano elementi costitutivi».

A destra. E se a sinistra il cantiere è apertissimo, a destra si fa ancora più fatica a fare un quadro preciso. La Lega resta un enigma. Difficile capire il suo reale peso specifico nell’isola. Ed è complicato capire se alle Regionali resterà abbracciato al Psd’Az o andrà da sola. Forza Italia è alla ricerca di un candidato. Il nuovo coordinatore Pietro Pittalis cerca di tessere una tela di alleanze. Ma in questa nuova geografia della politica anche le alleanze tradizionali sembrano superate. I Riformatori sembrano più vicini al Partito dei Sardi che al centrodestra. Il Psd’Az non ha ancora una collocazione. Resta la vicinanza a Fratelli d’Italia, ma è un po’ poco per pensare di sbancare.

Oltre gli schemi. Il mantra del leader del Partito dei Sardi Paolo Maninchedda è andare oltre gli schieramenti. E da mesi Maninchedda dialoga su tutti i tavoli. Dal Pd a Forza Italia. Dal Psd’Az ai Riformatori, da Più Europa di Emma Bonino ai Rossomori. «Non stiamo aspettando il Pd che propone il centrosinistra come orizzonte politico e culturale, un orizzonte più piccolo e diverso dal nostro, e che non ci interessa», scrive sul suo blog. Maninchedda che punta a diventare il candidato governatore di una coalizione che il Pds chiama Convergenza nazionale, tesse la sua trama certo di avere un filo diretto anche con una parte dei Dem. «Abbiamo contatti frequenti con i Riformatori sardi, la cui piattaforma sull'insularità è compatibile con la nostra idea di una vasta alleanza intorno ai temi strategici della Sardegna. Abbiamo una relazione stretta con Più Europa di Emma Bonino, abbiamo riaperto il dialogo con i Rossomori, partecipiamo con numeri rilevanti alla rete degli amministratori indipendentisti della Sardegna, abbiamo relazioni frequenti con Forza Italia e abbiamo incontrato ripetutamente il Psd'Az. E abbiamo una frequenza intensa con i socialisti». (l.roj)