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Lapia, M5s: la legge Severino va rivista

La deputata contro il ritorno in aula di tre consiglieri condannati

SASSARI. Tre consiglieri regionali - il leader dell'Uds Mario Floris, l'ex assessore Oscar Cherchi e il consigliere Alberto Randazzo, entrambi di Forza Italia - sono tornati in aula dopo 18 mesi di sospensione per la condanna per peculato aggravato. Tutto come previsto dalla legge Severino. La norma, infatti, prevede che la sospensione venga prolungata di altri 12 mesi solo in caso di sentenza di secondo grado. Che, però, non è ancora arrivata. Così prevede la legge. Ma per la parlamentare del Movimento 5 stelle, Mara Lapia, si tratta di uno scandalo. E così la deputata prende carta e penna per esprimere la sua solidarietà a Ornella Piredda, la funzionaria della Regione da cui era partita l’inchiesta. «Voglio esprimere la mia vicinanza e solidarietà a Ornella Piredda, che con grande coraggio 10 anni fa denunciò l’uso illecito dei fondi destinati ai gruppi del Consiglio regionale, dando vita a un’inchiesta che ha coinvolto circa 100 politici appartenenti a tutti gli schieramenti e ha portato al momento 13 condanne. Voglio condividere con lei l’indignazione nel vedere questi personaggi tornare a sedere sui banchi del Consiglio nonostante le condanne in primo grado. Immagino che per Ornella sia stato difficile, se non impossibile, durante questi lunghissimi 10 anni, non chiedersi: “chi me l’ha fatto fare?”. L’attuale seppur parziale evoluzione dell’inchiesta, certamente non è da incentivo per gli onesti cittadini – continua – che oggi, confidando nella giustizia, vorrebbero denunciare malefatte, ancor peggio se perpetrate dai potenti di turno. Come si può avere fiducia in una giustizia così lenta e così debole con i forti? Ci sono voluti 10 anni per una condanna di primo grado, e ora si attende l’appello a ottobre. Segnalerò al ministro Bonafede questo caso emblematico, affinché si avvii un serio percorso di correzione di queste storture legislative».