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Il flop dell’Airpod, Cappellacci non ci sta: «Ha deciso Pigliaru»

L’ex governatore prende le distanze dal progetto. «È stato cofinanziato nel giugno 2014, io non c’ero più»

NUORO. Airmobility, l’azienda che appena cinque anni fa era «un esempio per la creazione di altre iniziative pronte ad affrontare la sfida tecnologica» (parole dell’allora assessore all’Industria, Antonello Liori, giunta Cappellacci) oggi è un caso scomodo dal quale prendere le distanze. Così l’ex governatore di Forza Italia, tirato in ballo nell’inchiesta pubblicata ieri dalla Nuova a proposito dei finanziamenti europei ricevuti grazie alla Regione dalla società cagliaritana che da sei anni annuncia l’imminente e sempre rinviata produzione dell’Airpod, interviene per dire che lui e la sua giunta non hanno nulla a che fare con la vicenda dell’auto ad aria compressa. Il Pia (pacchetti integrati agevolazione) che cofinanziava il progetto da 750mila euro per la “fabbricazione di autoveicoli” a Bolotana è stato firmato nel giugno 2014, dice Cappellacci, dunque quando non era più in carica da quattro mesi.

«La valutazione e l’aggiudicazione sono avvenute con la giunta Pigliaru – sostiene il senatore di Forza Italia – che ha avuto anche quattro anni per verificare se poi il progetto Air Pod fosse effettivamente avviato. Pur essendo la nostra giunta favorevole all’innovazione, come dimostrano le scelte sul distretto aerospaziale e sul radiotelescopio di San Basilio, un presidente – precisa Cappellacci – non entra mai nel merito di singoli progetti. I piani integrati di agevolazione vengono proposti e seguiti dall’assessore alla Programmazione e sul piano amministrativo dal centro di programmazione, che cura i bandi. Questa scelta è avvenuta dopo il nostro mandato e chi c’era avrebbe fatto bene a verificarne l’efficacia».

Una frecciata alla giunta Pigliaru e all’attuale assessore alla Programmazione, Raffaele Paci, il quale però, interpellato dalla Nuova, sceglie di non commentare affermazioni che, evidentemente, ritiene smentite dai fatti. Il progetto era stato infatti approvato nell’ambito dei fondi europei 2007-2013, ed era stato presentato proprio nell’ultimo anno utile. Gli uffici dell’assessorato avevano istruito la pratica e i proponenti si erano poi aggiudicati il bando. Una procedura tecnica, dunque, invece che politica, che nel 2015 ha portato allo stanziamento di una prima tranche di 130mila euro ad Airmobility per la realizzazione di opere murarie (in sostanza il completamento dello stabilimento, che è stato effettivamente realizzato).

Resta l’incognita dell’effettiva produzione dell’auto, annunciata per imminente da almeno tre anni e sempre rinviata. L’amministratore di Airmobility Giovanni Monni ha annunciato importanti novità nel giro di poche settimane, ma non ha voluto precisare quali, né ha voluto replicare all’inchiesta della Nuova Sardegna.