Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Il ritorno da cardinale: il messaggio di Becciu

Nell’omelia la devozione per il Papa: «Il vero cristiano è fedele a Francesco»

INVIATO A PATTADA. «Bentornato don Angelino». Così un emozionatissimo Angelo Sini, sindaco di Pattada, ha salutato il cardinale Angelo Becciu, nella visita “privata” al suo paese natale, a poche settimane dalla nomina cardinalizia voluta da Papa Francesco.

Occasione della visita, i festeggiamenti in onore della patrona di Pattada, Santa Sabina, che ha segnato anche la riapertura della chiesa parrocchiale dopo una serie di lavori di ristrutturazione. Quella stessa chiesa dove 46 anni fa un giovane don Angelino Becciu aveva celebrato la sua prima messa, due giorni dopo l’ordinazione sacerdotale. La stessa chiesa dove è stato battezzato, dove è cresciuto e dove ha ricevuto la nomina a vescovo. Tappe della vita del cardinale Becciu ripercorse dal parroco don Gianfranco Pala, che ha ricordato l’impegno del neo porporato come nunzio apostolico a Cuba e in Angola e il lavoro svolto nella segreteria di stato vaticana.

Una giornata intensa, quella trascorsa dal cardinale Becciu a Pattada. Che si è aperta con la visita ad alcuni compaesani malati, impossibilitati a raggiungere la parrocchia. Poi, quasi all’ingresso del paese, l’incontro con la comunità pattadese, con le autorità civili e militari del territorio, numerosi sindaci e il vescovo Corrado Melis. Un breve tragitto che il cardinale Becciu ha percorso a piedi, salutato dagli applausi dei pattadesi per i quali è sempre “don Angelino”. Poi la funzione eucaristica, presieduta dal porporato, con il capitolo diocesano, il vescovo Corrado Melis e tanti sacerdoti che avevano studiato con lui in seminario. Nella sua omelia il cardinale ha commentato un brano del vangelo di San Matteo e uno della Bibbia, il secondo libro dei Maccabei, dove viene raccontato il martirio di sette fratelli. Quel brano è servito da spunto per spiegare il colore dell’abito indossato dal cardinale Becciu. «È il colore del sangue dei martiri, il colore della fedeltà al Papa. Mi sento onorato e fiero della porpora, soprattutto in un momento di turbolenza come quello della chiesa di oggi. Il Papa da onorare è quello di oggi, è incomprensibile rifarsi a quelli del passato». E sempre a proposito della porpora “don Angelino” ha spiegato, con le parole di Papa Francesco che «è un servizio e nessuno di noi deve guardare dall’alto in basso gli uomini». Ma nella sua omelia, il cardinale Becciu ha affrontato anche temi di scottante attualità, come quello dei migranti e dell’accoglienza. «Plaudo a coloro che hanno accolto queste persone (i migranti arrivati a Rocca di Papa) – ha detto –. Lo hanno fatto in modo semplice, con un sorriso, dando loro ciò di cui hanno bisogno in questo momento».

Emozionato davanti ai suoi compaesani e alla sua famiglia, l’ex numero due della segreteria di Stato vaticana ha voluto ringraziare tutti. «Eccomi qui a celebrare con voi la mia prima messa da porporato. Il sentimento che prevale è la gratitudine – ha detto il cardinale –. Gesù ha una certezza, nel suo Vangelo tutti gli uomini hanno bisogno di Dio, e Dio è con loro, Dio ama gli uomini. Questo è il messaggio da far conoscere in tutto il mondo». Ma ha anche aggiunto di essere «orgoglioso di voi – rivolto ai pattadesi – per aver mantenuto viva la fede per Santa Sabina Martire e per aver conservato le tradizioni che avete trasmesso ai vostri figli». Il cardinale Becciu ha voluto ricordare anche i parroci che in questi anni hanno retto la chiesa di Santa Sabina, soprattutto in una occasione come quella di ieri quando ha benedetto la nuova campana che verrà issata sul campanile che verrà eretto per completare la chiesa risalente al Cinquecento, campanile demolito alcuni anni fa perché pericolante.

Una celebrazione eucaristica solenne, animata dal coro parrocchiale, e arricchita dalla presenza di tanti giovani che indossavano il costume tradizionale di Pattada. Senza dimenticare, poi, i due piccoli alabardieri che, con la divisa delle guardie svizzere, hanno seguito la cerimonia in piedi «ma che possono riposarsi quando vogliono», ha sottolineato con un sorriso “don Angelino”. Un ripetersi di antiche e moderne tradizioni, come il passaggio del gonfalone dal comitato che ha organizzato questa festa patronale (i fedales dell’88, che il parroco ha ringraziato per l’impegno e il lavoro supplementare fatto per organizzare al meglio la visita del cardinale Becciu) ai ragazzi dell’89, che avranno l’incarico di organizzare i festeggiamenti in onore di Santa Sabina del prossimo anno. Una giornata che il cardinale Angelo Becciu ha concluso a tavola con i parenti, gli amici di sempre, i compagni di studio in seminario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA