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Passo felpato e auto di lusso, ecco i Diabolik della Costa Smeralda

I ladri si intrufolano nelle ville di notte. Nessuna violenza verso le vittime

OLBIA. Guanti nelle mani e scatto felino. Diabolik in missione in Costa Smeralda scruta nel buio della notte alla ricerca del suo obiettivo e appena vede finestre o porte lasciate aperte per il caldo, si fionda dentro silenziosamente per mettere a segno il suo colpo a più zeri. La sua vittima è lì, a pochi passi da lui, che dorme beatamente. Molto meno beata sarà al suo risveglio, quando scoprirà che la sua villa è stata svaligiata. Diabolik approfitta del suo sonno profondo, non narcotizza mai le sue vittime. Lui agisce così, senza “strumenti”, a mani nude, col solo utilizzo dei guanti e di potenti auto di lusso per fuggire via. In un batter d’occhio acchiappa gli orologi che trova sul comodino, ripulisce i cassetti da gioielli e contanti e in silenzio com’era arrivato, se ne va a gambe levate.

Il colpo è riuscito. Un lavoro pulito, pulitissimo. Mai una forzatura agli infissi, mai, o quasi mai, che una vittima si sia accorta della presenza di un intruso nella sua stanza che respirava a fianco a lui, e quando questo è successo, il topo d’appartamento è scappato come un razzo. Guanti e astuzia sono le sue peculiarità. Perché Diabolik, ladro silenzioso, non trasforma mai il furto in rapina: sa bene che la pena cambia, e non rischia.

Arraffato il bottino corre dritto verso l’auto con cui schizzerà via per seminare i carabinieri che lo inseguono. Macchine potentissime, rubate prima di ogni colpo nelle ville in Costa, utilizzate per fuggire e, poi, abbandonate per strada: Bmw, Jaguar, Maserati, Audi, con motori mai al di sotto di 300 cv e quasi sempre con trazione integrale. A bordo delle scattanti quattro ruote si sposta nei comuni costieri, da Porto San Paolo a Porto Rafael, prediligendo Porto Cervo per svuotare ville e villette e fuggire a tutto gas in caso di inseguimento: l’estate scorsa una Jaguar sfuggì ai militari a una velocità di 290 chilometri all’ora.

Giorni fa, i carabinieri del reparto territoriale di Olbia, al comando del colonnello Alberto Cicognani, hanno arresto un 36enne albanese residente in Campania, ritenuto uno dei componenti della banda di ladri che in due anni ha svaligiato appartamenti e ville nei comuni costieri galluresi. L’hanno bloccato dopo un inseguimento da film mentre fuggiva su un’auto rubata la notte precedente.

Ma il Diabolik che agisce in silenzio sfruttando il sonno pesante delle vittime, non è l’unica tipologia di topo d’appartamento che negli ultimi tempi ha svuotato case e ville nelle località turistiche. Ci sono anche i ladri “rumorosi”, quelli che ci danno dentro senza tanti complimenti con lo smeriglio, segando le inferriate di cancelli e finestre e scassinando le casseforti come abili carpentieri. Due bande scollegate tra loro, con modus operandi completamente diversi. La banda dello smeriglio s’intrufola in casa (ovviamente) quando non c’è nessuno e armata di attrezzi da lavoro apre le casseforti come scatolette di tonno e fa razzia di quanto trova. Nessuna cassaforte ripulita negli ultimi tempi è stata mai smurata, ma sempre aperta.

La banda dello smeriglio è entrata in azione recentemente mettendo a segno uno, due furti ogni due giorni. Alcune notti fa, dei turisti hanno notato alcuni uomini incappucciati aggirarsi nei pressi di una villetta a Baia Sardinia. I turisti hanno chiamato i carabinieri che sono corsi sul posto con i fari spenti riuscendo poi a catturare uno dei componenti della banda, un 41enne di Padru. I complici sono riusciti a fuggire e nella corsa forsennata hanno abbandonato i loro strumenti di lavoro, compreso lo smeriglio che i carabinieri stavano cercando da tempo.

L’identikit del ladro della Costa contempla anche una banda di nomadi ritenuta dagli investigatori responsabile di furti a Baia Sardinia, Palau e Cannigione, tutti denunciati e rispediti a casa con foglio di via. I furti con destrezza nei negozi, la loro specialità.

Entravano nelle gioiellerie e nelle boutique in due o tre, e mentre uno distraeva il commesso, l’altro, o gli altri, rubavano. Bande diverse ma tutte con lo stesso obiettivo: fare man bassa nella terra delle vacanze.