Bimbo annegato in piscina: "Sardegna senza norme sulle vasche negli hotel"

Il presidente di Federalberghi, Paolo Manca, segnala il mancato recepimento di un accordo Stato-Regione del 2003

CAGLIARI. «La Sardegna non ha una legge specifica sulle piscine nelle strutture ricettive, la materia è regolata da un accordo Stato-Regioni del 2003 che doveva essere recepito a livello regionale. Ma nell'Isola non è mai accaduto». Lo spiega all'Ansa il presidente di Federalberghi, Paolo Manca, in merito alla tragedia del bimbo di sette anni morto nella piscina di un residence di Orosei. «Abbiamo già avviato interlocuzioni con le associazioni dei costruttori delle piscine e - annuncia - siamo ponti a fare la nostra parte per sanare questo vuoto normativo. Occorrerà avere delle direttive che chiariscano una norma che oggi è vaga».

Nell'intesa Stato-Regioni viene precisato che «l'assistenza ai bagnanti deve essere assicurata durante tutto l'orario di funzionamento della piscina» e che «l'assistente bagnanti abilitato alle operazioni di salvataggio e di primo soccorso vigila ai fini della sicurezza, sulle attività che si svolgono in vasca e negli spazi perimetrali intorno alla vasca. In ogni piscina dovrà essere assicurata la presenza continua di assistenti bagnanti».

«Le Regioni che hanno regolato la materia hanno imposto l'obbligo dell'assistente alla balneazione a seconda dei metri quadrati della piscina e della profondità - sottolinea Manca - Questo non esenta i proprietari delle piscine

private ad uso collettivo di mettere in atto tutte le azioni a tutela degli utilizzatori, non ultima una adeguata informazione». Il presidente di Federalbeghi precisa che «le moderne piscine, di fatto, sono più sicure, hanno bocchettoni con aspirazione in alto e lo scarico di fondo a caduta».

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