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Tirrenia, è scontro tra i grillini

I parlamentari sardi all’attacco, Grillo sostiene il patron Onorato

SASSARI. C’è chi va all’attacco a suon di slogan e petizioni, chi lavora di cesello con l’arte della diplomazia. Cambiano i metodi ma l’obiettivo è lo stesso: rivedere la convenzione tra lo Stato e la Tirrenia per il trasporto marittimo, cambiare le regole e stabilire norme più vantaggiose per gli utenti, innanzitutto i sardi che hanno diritto a viaggiare senza spendere un patrimonio. Questo concetto mette d’accordo quasi tutti. Innanzitutto la maggioranza di centrosinistra che guida l’isola, con il governatore Pigliaru e l’assessore ai Trasporti Carlo Careddu decisi a fare giocare alla Regione un ruolo da protagonista nella scrittura della prossima convenzione, in vista della scadenza dell’attuale al 2020. Poi ci sono gli ex governatori Cappellacci (Forza Italia) e Pili (leader di Unidos) ideatori di due petizioni per cancellare la convenzione con Tirrenia e fermare il “monopolio dei mari” del gruppo Onorato. E poi ecco i grillini, ma qui il discorso si complica. Da una parte ci sono alcuni parlamentari sardi (il senatore Ettore Licheri e i deputati Nardo Marino e Paola Deiana) che tuonano contro Tirrenia al punto da presentare una proposta di legge per rivedere l’attuale sistema della continuità territoriale, dall’altra c’è il leader e fondatore del Movimento Beppe Grillo che del patron Vincenzo Onorato dice un gran bene. Lo fa su twitter, rilanciando un articolo pubblicato nel suo blog a maggio e richiamando l’attenzione «sulla situazione drammatica che vivono i marittimi italiani». Grillo invita a sostenere la petizione di Onorato per contrastare le compagnie di navigazione «che giocano sulla pelle del proprio personale imbarcato per trarre vantaggi competitivi e lucrare sulle spalle dei cittadini e dello Stato». Il riferimento è alla battaglia di Onorato contro i vettori concorrenti che imbarcano personale extracomunitario: l’armatore napoletano, al contrario, «si batte per difendere i diritti dei marittimi italiani», dice Grillo.

Il suo intervento a non è sfuggito a Ugo Cappellacci. «Beppe Grillo fa il mozzo di Onorato e tradisce la Sardegna. Non spende neppure una parola sui prezzi dei biglietti per raggiungere l’isola, sui 73 milioni di euro intascati ogni anno dalla compagnia di navigazione e su un monopolio che soffoca le aspirazioni turistiche, e quindi anche occupazionali, della nostra terra. La sua posizione – ricorda Cappellacci – non è certo una novità: già nel 2011, l’anno del drammatico caro-traghetti, nel suo blog ospitò un video di Vincenzo Onorato e prese le difese dell’armatore. È preoccupante che il ministero dei Trasporti sia stato assegnato a una forza politica che difende sfacciatamente il monopolio Tirrenia-Moby. Nelle dichiarazioni dei parlamentari sardi del movimento si parla di “anomalia del mercato, di affare tra Governo e armatore” che esclude la Sardegna. Ma Grillo manda tutti a cuccia: per lui evidentemente l’affare va bene e non gli importa nulla dell’umiliazione subita dalla Sardegna».