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Truffe da Villacidro al Brasile: arrestato Fiocco

Latitante dopo le condanne di Cagliari, nel 2015 si aggiudicò una commessa da 130 milioni in Cina

CAGLIARI. In Sardegna se lo ricordano tristemente per la truffa degli ultraleggeri Aviotech, a Villacidro. In Svizzera e in Brasile ancora per le fabbriche fantasma di elicotteri e per un tentativo di riciclaggio ai danni della banca centrale. In Cina per averci riprovato con la storia degli aerei: alla firma dell’accordo da tre miliardi e mezzo fra lo staff del ministro della ricerca Stefania Giannini e le autorità cinesi, novembre 2015, c’era anche lui nelle vesti di amministratore delegato dell’Avio International Holding Group, la stessa usata per gabellare il governo brasiliano. Grazie a quel contratto, celebrato anche dal Tg1 economia senza che nessuno s’accorgesse del suo articolato curriculum giudiziario, Luigino Fiocco - 68 anni di Chioggia - si portò a casa qualcosa come 130 milioni di euro pur essendo ufficialmente latitante, dopo che l’ultima condanna incassata a Cagliari - gennaio 2015 - era passata in giudicato. Eppure, allora come oggi, bastava un giro su Google, dove le cronache raccontano: condannato a Cagliari per associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, truffa, falso, appropriazione indebita di beni dello stato e reati fallimentari a pene che nel complesso superano i 14 anni, il re delle truffe è stato arrestato ieri a Brasilia, dove era riuscito a farsi finanziare con 200 milioni la costruzione di un aeroporto mai nato. L’ha preso la polizia di Brasilia su indicazione dei carabinieri della sezione catturandi di Milano, che hanno lavorato sulle informazioni contenute nel blog “Luigino Fiocco Site Wordpress” creato e aggiornato negli anni con dovizia di documentazione da una delle sue vittime. Sulla sua testa sempre impegnata a progettare raggiri pesava un provvedimento di cattura emesso dalla sezione esecuzioni del tribunale di Milano. Fiocco sarà con ogni probabilità estradato e rinchiuso in carcere, ma finora i vari passaggi in detenzione domiciliare non gli hanno impedito di pianificare truffe, realizzate tutte con lo stesso sistema: agli amministratori si presenta come ingegnere aeronautico, responsabile di una qualche società. Propone stabilimenti per produrre aerei modernissimi ed elicotteri. Quando arrivano i finanziamenti pubblici prende i soldi e scappa lasciando in cassa solo spiccioli, non prima di aver pilotato il fallimento della società. L’incredibile è che a distanza di quasi vent’anni - il colpo di Villacidro è del 1999 - Fiocco trovi ancora chi ci crede. In Sardegna s'era presentato come socio fondatore dell'Aviotech: rilevata non senza trionfalismi l'agonizzante Vilca, aveva promesso di costruire in Sardegna gli ultraleggeri in fibra di carbonio, gli aerei spia a decollo rapido. Non solo: il progetto industriale prevedeva la produzione di scocche per le Ferrari da formula uno e altre meraviglie della tecnologia destinate a far sognare i 56 operai rimasti a terra dopo il fallimento della Snia. Com’è finita è noto a tutti: Fiocco e il suo staff sparirono dalla scena portando con sé, sulla scia di un fallimento dichiarato formalmente nel 2002, otto miliardi di lire arrivati dalla famigerata legge 488 per le iniziative industriali, soldi perduti in una contabilità divenuta un rompicapo da enigmisti.