scuola e Minoranze linguistiche 

Flc Cgil: «Legge non applicata un patrocinio a chi farà ricorso»

SASSARI. La Flc Cgil di Sassari è pronta a fornire un patrocinio economico ai privati (docenti, studenti) che vorranno ricorrere contro la presunta mancata applicazione della legge che favorisce le...

SASSARI. La Flc Cgil di Sassari è pronta a fornire un patrocinio economico ai privati (docenti, studenti) che vorranno ricorrere contro la presunta mancata applicazione della legge che favorisce le zone con minoranze linguistiche, provocando tagli a istituti e organici di numerose scuole isolane. E anche le federazioni di Cagliari, Nuoro e Ogliastra sarebbero pronte a seguire quella del Capo di Sopra. Ad affermarlo è Luigi Canalis, segretario territoriale per il Sassarese, che già da tempo ha affidato ai legali Marcello Bazzoni e Vittore Davini il compito di valutare il da farsi dal punto di vista legale.

Canalis, che ha studiato la situazione insieme al docente Antonio Deiara, docente di musica all’istituto comprensivo di Ittiri e referente per la Flc Cgil sul tema, è deciso a fare luce sui motivi per cui l’isola non avrebbe potuto o voluto usufruire dei vantaggi della legge che consente alle aree beneficiate di utilizzare parametri numerici inferiori. Sarebbero infatti sufficienti 400 alunni per mantenere un’autonomia scolastica (invece che 600) e basterebbero non meno di 10 alunni per formare una classe. Una vera manna per una regione che dice di voler lottare contro la dispersione scolastica e lo spopolamento delle zone interne, oltre che contro la disoccupazione. Invece, secondo Deiara, potrebbero essere persino 6.000 i posti di lavoro persi.

La Flc Cgil sassarese vuole vederci chiaro chiedendo accesso agli atti all’ufficio scolastico di Sassari in relazione agli atti emanati nel 2018, ma – dice Canalis – non ha ancora risposto all'istanza presentata il 21 luglio. Avevano 30 giorni di tempo, il termine è scaduto, ma teniamo presente che c’era di mezzo il periodo festivo, quindi abbiamo mandato un sollecito. Lo scopo è capire se è vero che alcuni sindaci hanno davvero dichiarato che nei loro territori non abitano minoranze linguistiche. E se sì, se lo hanno fatto per errore o ignoranza, oppure ci siano state omissioni».

Canalis la definisce “una brutta storia” e afferma che la mancata applicazione della norma (il combinato disposto degli articoli 6 della Costituzione, 2 della legge 482/99 e 8 del decreto del Presidente della Repubblica 81/09) e quindi la pubblicazione di decreti dell’ufficio scolastico regionale e di quelli provinciali di Sassari, Nuoro, Oristano e Cagliari privi del riferimento alle minoranze linguistiche andrebbe avanti «da almeno sei anni, nel corso dei quali sono state tagliate classi, scuole e cattedre e sono state danneggiate gravemente istituzioni scolastiche di paesi e città, insegnanti e Ata, studenti e famiglie».

I primi documenti sotto analisi del sindacato sono del 2013, ma il refrain degli anni successivi – dice Canalis – è lo stesso. «Anche nei recenti decreti dell’ufficio scolastico regionale, a giustificazione della decisione di affidare in reggenza ben 12 istituzioni scolastiche che si trovano al di sotto del parametro necessario per ottenere un dirigente a tempo indeterminato e un segretario, manca la parte del comma che fa espresso riferimento ai territori abitati da minoranze linguistiche».

La Flc Cgil quindi «richiede un intervento immediato del ministro dell’istruzione per ristabilire la legalità, riaprire le scuole della nostra Isola chiuse contra legem, ripristinare le autonomie scolastiche
soppresse illegittimamente e le classi cancellate». «Opportuno e necessario, seppur tardivo – chiude Canalis – sarebbe un sollecito intervento di Pigliaru e dell’assessore regionale della pubblica Istruzione». E si chiede chi risarcirà i danneggiati.

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