Gli agronomi in difesa di Aras: ruolo strategico

Crobu, presidente della federazione sarda: «Rilancio della zootecnia impossibile senza i suoi tecnici»

SASSARI. Della crisi dell’Aras, l’Associazione regionale che per 35 anni si è occupata di assistenza alla zootecnia e i cui 300 dipendenti sono in lotta per gli stipendi e il passaggio sotto Laore, si parla solo come problema sindacale. Ma in ballo c’è anche il futuro della zootecnia sarda. A sottolinearlo è Ettore Crobu, presidente della federazione degli Ordini di agronomi e forestali sardi, che esprime solidarietà ad agronomi, veterinari e alle altre figure professionali «che svolgono un ruolo fondamentale e in via esclusiva, giacché non esiste alcun’altra struttura all’uopo idonea». E spiega il ruolo giocato nel trasformare il settore isolano in eccellenza: «Il programma di assistenza tecnica prevedeva il sostegno e la formazione degli allevatori del comparto ovi-caprino sia dal punto di vista agro-zootecnico che veterinario». Ad esempio, «nei settori della coltivazione e conservazione dei foraggi, nella alimentazione razionale del bestiame, nell’igiene degli ambienti di allevamento e soprattutto nella qualità del latte, ambito in cui si possono vantare risultati inimmaginabili all'inizio del piano. I numeri parlano da soli e l'evoluzione in crescita dei risultati è testimoniata dal miglioramento progressivo delle caratteristiche igieniche e sanitarie attraverso le quali si misura la qualità del latte, in particolare nell’abbattimento della carica batterica e delle cellule somatiche, con risultati straordinari». E dal 2015, i tecnici Aras sono impegnati nella misura detta "Benessere animale", programma regionale finanziato con risorse Ue che prevede premi a fronte del rispetto di determinati impegni da parte delle aziende. «Uno degli impegni – dice Crobu – prevede le visite aziendali da parte di Aras, tramite una convenzione con Laore, che gestisce il trasferimento dei fondi». Si spazia dal supporto alla compilazione delle registrazioni, alla ottimizzazione della razione alimentare, alla gestione degli ambienti di allevamento, alla prevenzione mastiti, alla prevenzione affezioni podali e alle tecniche di pascolamento. «Com’è di tutta evidenza, la presenza delle due figure professionali completa ed esalta l'azione tecnica in azienda attraverso una sinergia professionale che non ha eguali» dice Crobu, secondo cui «in una regione dove il 50% del Pil dell’agricoltura è rappresentato dal settore zootecnico, non possiamo certo permetterci di disperdere l'enorme patrimonio di conoscenza e di capacità tecniche formatesi nel corso degli anni. Il fatto di garantire un servizio come quello di Aras costituisce un punto fondamentale per affrontare le difficoltà che il settore attraversa e favorirne la crescita». Conclude Crobu: «Il rilancio è possibile solo se ai validissimi allevatori della
Sardegna vengono affiancate le professionalità che hanno già maturato alta preparazione ed esperienza come quella degli agronomi e dei veterinari dell’Aras», che ci si augura »non vengano disperse ma esaltate anche tramite il loro inquadramento nell’organico di Laore». (a.palm.)

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