Bombardata dai tedeschi dopo l’armistizio

SASSARI. Era il gioiello della produzione bellica italiana e venne consegnata alla Marina Regia nel giugno del 1942. La Corazzata Roma era un piccolo capolavoro dell’ingegneria dell’epoca ma non ebbe...

SASSARI. Era il gioiello della produzione bellica italiana e venne consegnata alla Marina Regia nel giugno del 1942. La Corazzata Roma era un piccolo capolavoro dell’ingegneria dell’epoca ma non ebbe grande fortuna. Infatti, una delle tre navi della classe Littorio partecipò solo a un combattimento, quello che ne causò l’affondamento. Prima di allora la Roma non sparò nemmeno un colpo pur venendo danneggiata due volte da altrettanti bombardamenti degli Alleati. L’affondamento, avvenuto il giorno dell’armistizio firmato da Badoglio, racconta la difficoltà e lo spaesamento delle forze armata italiane subito dopo la resa agli alleati. La corazzata comandava una flotta di ventitrè unità che da Genova e La Spezia facevano rotta verso La Maddalena per sfuggire ai tedeschi, fino al giorno prima alleati. La flotta non aveva copertura aerea e un ritardo nella navigazione permise a uno stormo
di bombardieri tedeschi di intercettare la navi lontano dalla batterie antiaeree che proteggevano La Maddalena. Non solo, un gruppo quattro di aerei italiani partiti da Vena Fiorita (Olbia) per scortare le navi andò a cercare a est della Corsica, mentre loro navigavano a ovest.


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