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Elisoccorso, Olbia base più attiva, a Sassari boom di interventi

L'elisoccorso in attività (foto Riccardo Gabrielli)

Il direttore dell'Areus Giorgio Lenzotti presenta un bilancio dei primi due mesi di attività

CAGLIARI. Primo bilancio a poco più di due mesi dalla partenza dell'elisoccorso in Sardegna, dopo gli attacchi frontali delle opposizioni che hanno parlato di «scatola vuota» e di «elishowccorso». La Regione replica con i numeri e promuove a pieni voti il nuovo servizio. Complessivamente l'elicottero si è alzato in volo 292 volte, 147 a luglio e 145 ad agosto. Interventi primari, con operazioni sul luogo, nel 76% dei casi, e secondari, con trasferimenti negli ospedali, nel 24%.

Nei primi due mesi di funzionamento dell'elisoccorso, la base più attiva è stata quella di Olbia (51,7%), seguita da Cagliari (40,8%) e da Alghero, dove si registra solo un 7,5% dei decolli, ma solo perché il servizio è partito ad agosto. Quanto alla localizzazione degli interventi, la provincia di Sassari è prima con il 46,6%, quindi Cagliari (27,7%), Nuoro (17,1%) e Oristano (8,6%).  Il trasferimento dei pazienti è avvenuto principalmente negli ospedali di Cagliari (67 al Brotzu, 2 al Policlinico, 12 al Marino, 2 al Santissima Trinità), ma anche a Sassari (62), Nuoro (42) e Olbia (37). Quanto alle patologie trattate, il 34% sono state di tipo traumatico, il 21% neurologico, il 17% cardiocircolatorio, il 7% respiratoria e il 21% altre patologie.

Sono i dati forniti dal direttore generale dell'Areus, l'Azienda dell'emergenza urgenza, Giorgio Lenzotti, accompagnato dall'assessore alla Sanità, Luigi Arru, e dal governatore Francesco Pigliaru. «Due mesi difficili - ha spiegato il dg - soprattutto per il gran numero di turisti presenti nell'isola, quindi era un rischio iniziare proprio ora, ma abbiamo accettato la sfida».

Nell'87% delle volte la centrale operativa ha deciso di far decollare l'elicottero per un codice rosso, nel 9,8% per un giallo, nel 3,3% per un verde. «È chiaro che dobbiamo verificare i codici verdi, ma non si tratta di un dato scandaloso - ha puntualizzato il numero uno dell'Areus - di certo le chiamate arrivavano da zone particolarmente impervie».

I codici rossi, compresi quelli che poi si sono rivelati neri per il 4,5%, sono stati confermati nel 73,3% dei casi, i gialli nell'89,5% e i verdi nell'85,7%. Chiarimenti sui tempi di intervento: posto che si considerano anche i minuti impiegati dall'equipe per operare sul paziente, a luglio la media è stata di 69 minuti e 48 secondi (tempo d'arrivo sul luogo 17 minuti), 71 minuti e 48 ad agosto (tempo d'arrivo 15 minuti).

«Il bilancio è positivo - ha detto Arru - soprattutto considerando i tempi dalla chiamata alla centrale operativa, dati che confermano l'ottima qualità della prestazione svolta da medici, infermieri, dei piloti. Non si può far altro che migliorare definendo meglio il ruolo dell'elicottero integrato con le autoambulanze».

«Ciò che conta è il risultato - ha ribadito Pigliaru - prima il servizio non c'era, ora c'è: in poco tempo si riesce ad arrivare nei luoghi più difficili e offrire la migliore delle soluzioni con l'obiettivo di salvare vite umane».