Elisoccorso salvavita 300 interventi in 2 mesi

La Regione dà i primi dati. Pigliaru: è la strada giusta. Arru: bilancio positivo

CAGLIARI. Il prossimo obiettivo sarà quello di decollare anche di notte dalle basi di Cagliari e Alghero (per ora in azione per 12 ore) per arrivare alle 24 ore di copertura come sta accadendo dal 1 agosto a Olbia. Sarà il pieno regime.

Un allargamento notturno incoraggiato dal fatto che, secondo la Regione, i numeri dei primi due mesi dicono che la rotta è giusta. Anche perché l'esordio è stato quasi volutamente, «volevamo dare subito una risposta nel momento più difficile», in salita con una popolazione estivo-balneare tripla rispetto alla normalità.

La centrale operativa ha scelto l'elisoccorso per 292 volte, distribuendo gli interventi al volo quasi equamente: 147 a luglio e 145 ad agosto. Interventi primari, con atterraggio sul luogo dell'emergenza e ripartenza verso l'ospedale più attrezzato per l'intervento, nel 76 per cento dei casi, e secondari.

Il resto ha riguardato i trasferimenti da una struttura all'altra. In vetta i politraumi. Poi patologie neurologiche (soprattutto ictus) e cardiovascolari come gli infarti.

La base maggiormente attivata è stata quella di Olbia (che dal 1 agosto è partita con i voli notturni, quindi h24) per il 51,7% dei casi, quindi quella di Cagliari (h12) per il 40,8%, poi quella di Alghero Fertilia (partita dal 15 agosto), con il 7,5%. I mezzi dell’elisoccorso hanno raggiunto la quasi totalità dei comuni della Sardegna, effettuando tre trasporti (sempre bambini) anche fuori dall’isola (ad Alessandria, Torino e Milano). «Ciò che conta è il risultato – ha esordito il presidente della Regione Francesco Pigliaru nel corso della prima presentazione dei dati – prima il servizio non c'era, ora c'è: in poco tempo si riesce ad arrivare nei luoghi più difficili e offrire la migliore delle soluzioni con l'obiettivo di salvare vite umane».

La cartina mostrata per far capire dove l'elicottero è intervenuto è abbastanza chiara: molti pallini verdi soprattutto nella superaffollata costa intorno a Olbia. Ma anche tanti atterraggi nel cuore della Sardegna. Perché questo era, ha spiegato Pigliaru, era il senso del servizio: trasferimento veloce nella struttura migliore. Soprattutto quando il paziente è difficilmente raggiungibile dalle autoambulanze.

Nell'87% delle volte la "regia" ha deciso di far decollare l'elicottero per un codice rosso, nel 9,8% per un giallo, nel 3,3% per un verde. «È chiaro che dobbiamo verificare i codici verdi, ma non si tratta di un dato scandaloso - ha puntualizzato il direttore generale dell'Areus, l'azienda dell'emergenza urgenza, Giorgio Lenzotti- di certo le chiamate arrivavano da zone particolarmente impervie».

I codici rossi, compresi quelli che poi si sono rivelati neri per il 4,5%, sono stati confermati nel 73,3% dei casi, i gialli nell'89,5% e i verdi nell'85,7%. Chiarimenti sui tempi di intervento: posto che si considerano anche i minuti impiegati dall'equipe per operare sul paziente, a luglio la media è stata di 69 minuti e 48 secondi (tempo d'arrivo sul luogo 17 minuti), 71 minuti e 48 ad agosto (tempo d'arrivo 15 minuti).

«Il bilancio è positivo –ha detto l'assessore regionale alla Sanità Luigi Arru – soprattutto considerando i tempi dalla chiamata alla centrale operativa, dati che confermano l'ottima qualità della prestazione svolta da medici, infermieri, dei piloti. Non si può far altro che migliorare definendo meglio il ruolo dell'elicottero integrato con le autoambulanze».

Un sistema integrato. Lo stesso Arru ha annunciato il potenziamento
del soccorso a terra con le autoambulanze: il parco mezzi potrà disporre di quaranta nuove vetture.

E la Regione svilupperà anche nei prossimi mesi il servizio di elisoccorso che sembra essere diventato sempre più centrale nella nuova geografia della sanità in Sardegna.

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