Il lavoro per frenare l’emorragia

Non solo Iscol@: si punta sulla formazione per dare una chance ai ragazzi

SASSARI. L’istruzione di qualità è uno dei chiodi fissi della giunta Pigliaru. Che per garantire una offerta migliore e per contrastare la dispersione scolastica, ha dato il via a investimenti a moltissimi zeri nell’ambito dei progetti Iscol@ a Tutti a Iscol@. Che si traducono nel primo caso in scuole migliori, funzionali, tecnologiche, accoglienti. In questo ambito rientrano le scuole del nuovo millenio. Complessivamente nel piano Iscol@ sono stati già stanziati oltre 300 milioni di eiro. Mentre Tutti a Iscol@ si concentra prevalentemente sulla didattica: più corsi, più laboratori, sostegno in numerose discipline, più docenti ad affiancare i ragazzi per superare le difficoltà. Un piano ambizioso che da solo però non basta per limitare le percentuali di abbandoni visti i dati dell’ultimo quinquennio pubblicati da Tuttoscuola. Parziali, secondo la Regione, perché non comprendono i numeri della formazione professionale, l’alternativa alla scuola tradizionale che è riuscita in poco tempo a frenare gli abbandoni, portandoli secondo la giunta regionale al 18%: secondo l’assessore regionale al Lavoro Virginia Mura, che pochi giorni fa ha illustrato insieme all’assessore Dessena il piano di investimenti da 13 milioni per il prossimo biennio, si tratta «di un’ulteriore possibilità di scelta valida quanto quella offerta dal sistema di istruzione superiore. Formazione e istruzione devono avere pari dignità, i due comparti possono lavorare in sinergia e deve essere assicurata la possibilità per gli studenti – allievi di transitare da un sistema all’altro. Vogliamo garantire un’offerta qualificata nell’intero territorio regionale attraverso un sistema unitario di offerta formativa assicurata dalle agenzie di formazione professionale e dagli istituti professionali, in coerenza con i fabbisogni del territorio».

Ma non mancano le critiche. Dice il consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde: «Altro che abbandono scolastico in calo, l’isola è “maglia nera” in Italia con un tasso di abbandono da terzo mondo posto che la Thailandia,
Russia, Taipei, Kazakistan stanno sotto il 5 per cento e la Sardegna al 33. Questi dati certificano che l’annuncio dato ad aprile da Pigliaru, secondo il quale l’abbandono in Sardegna era diminuito per merito degli investimenti nell’ambito del progetto Iscol@, era frutto di fantasia».

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