Aras, spiraglio da ragioneria di Stato e Mef

Caria e Spanu: «Hanno esaminato i documenti, disponibili ad aprire un tavolo interministeriale»

CAGLIARI. Trecento lavoratori in bilico e con un futuro tutto da costruire. E da tre mesi senza stipendio: anche per sbloccare le retribuzioni, la Regione ha deciso di rivolgersi al tribunale. Oggetto: richiesta di nomina di un commissario straordinario per l'Aras, associazione allevatori della Sardegna. Decide il giudice, spiega l'assessore dell'agricoltura Pier Luigi Caria.

Ma se il tribunale dovesse chiedere una consulenza all'amministrazione di viale Trento, è pronto un commercialista: il nome è top secret. «Una figura di garanzia e dall'alto profilo professionale che dovrà sostituire gli attuali commissari liquidatori», ha spiegato Caria. «In generale – ha sottolineato l'assessore – servirebbe a mettere in moto tutto l'iter di superamento delle criticità più incombenti che riguardano innanzitutto la presentazione del report sulle prestazioni svolte dai dipendenti e quindi il trasferimento delle risorse per gli stipendi da parte dell'Agenzia Laore Sardegna». La partita dei soldi da spostare e che poi dovrebbero diventare stipendi ammonterebbe a circa due milioni di euro.

La Regione spera di aver fatto la mossa giusta per sbloccare la situazione al più presto. Prima a marzo e poi a maggio- comunica l'amministrazione- sono stati erogati verso Aras 4milioni e 2milioni. Altro obiettivo: supporto all’azione politica messa in campo nel dare applicabilità alla legge 3 del 2009 che prevede l’inserimento, nel rispetto delle norme in materia e previo concorso, dei circa 300 dipendenti di Aras all’interno dell’Agenzia Laore. E qui i tempi dovrebbero essere più lunghi.

In ballo c'è la stabilità. «In questo momento – ha chiarito l'assessore regionale del personale Filippo Spanu – il nodo risiede nella ragioneria di Stato del ministero dell'economia. E in questi giorni abbiamo accertato che tutti i documenti richiesti fossero arrivati presso gli uffici». Il problema? «Il Mef – spiega– deve verificare, sul piano tecnico, quello che è un dato incontrovertibile, ovvero che non stiamo provocando un aggravio dei costi. L’ultima parola però spetta all’esecutivo nazionale. È chiaro che la Regione non può assumere direttamente la decisione di inserire i lavoratori all’interno di Laore. Il Governo impugnerebbe il provvedimento davanti alla Corte Costituzionale e rimetterebbe tutto in discussione. Io non mollo. E sono testardamente ottimista».

Lavoratori intanto ancora in fibrillazione: le proteste, tra sit in e sciopero, vanno avanti da mesi. E sono destinate a diventare sempre più forti se non ci dovesse essere una soluzione entro le prossime settimane.

Qualche ora dopo la conferenza stampa, alle 16.30, il ministero dell’economia e delle finanze ha informato la Regione della disponibilità della ragioneria generale dello Stato e del Mef, dopo aver esaminato i documenti forniti dalla Giunta, a riaprire il tavolo tecnico interministeriale (che coinvolge oltre al dicastero dell’economia anche quello della funzione pubblica e delle politiche agricole) per discutere le proposte formulate dall’esecutivo. «È
finalmente un passo avanti – hanno commentato Caria e Spanu – che comunque denota l’apertura da parte della ragioneria. Senza lasciarci andare a facili entusiasmi, stiamo già sollecitando la funzione pubblica a convocare l’incontro e ad arrivare il più presto a una soluzione positiva».

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