E i prof di agraria sostengono i tecnici

«L’associazione allevatori è artefice della enorme evoluzione della zootecnia»

SASSARI. Per veterinari, agronomi e amministrativi dell’Aras, in mobilitazione per difendere il loro futuro lavorativo e il loro ruolo a sostegno della zootecnia, è un coro di manifestazioni di sostegno. L’ultima in ordine di tempo viene dai docenti della sezione di scienze zootecniche del dipartimento di agraria dell’Università di Sassari i quali «esprimono la loro più piena solidarietà ai dipendenti dell’Associazione regionale allevatori della Sardegna, che da anni vivono nell’incertezza finanziaria, con stipendi pagati in ritardo, e che ora non solo sono da mesi senza stipendio, ma si trovano privi di una struttura organizzativa e societaria». Il documento è firmato dai docenti Antonello Cannas, Giuseppe Pulina, Nicola Macciotta, Pier Giacomo Rassu, Anna Nudda, Gianni Battacone, Corrado Dimauro e Alberto Atzori.

I professori dell’ateneo riconoscono all’Aras un ruolo chiave: «Con i suoi tecnici agronomi nutrizionisti e i suoi veterinari è stata una dei principali artefici della enorme e positiva evoluzione del sistema zootecnico sardo avvenuta negli ultimi 30 anni. Nel settore ovino e caprino da latte, principale ma non unica area di intervento dell’Aras, si è passati da aziende prive di tecnologie primarie come gli impianti di mungitura, con tecniche gestionali e agronomiche spesso primordiali e basate sull’uso indiscriminato, spesso predatorio, dei pascoli naturali, con una qualità sanitaria del latte disastrosa, ad aziende moderne, che producono un latte in linea con gli standard sanitari delle nazioni più avanzate, con condizioni di lavoro per gli allevatori e di benessere degli animali decisamente migliorate e che producono i loro foraggi verdi e conservati secondo tecniche agronomiche sempre più avanzate e sostenibili, che hanno permesso la riduzione del sovra-pascolamento e degli sprechi di azoto e quindi anche la riduzione dell’impatto ambientale degli allevamenti sardi».

Spiegano quindi che molto di ciò è dovuto, oltreché ai finanziamenti ed alle politiche agricole della regione Sardegna e della Ue, proprio «all’azione costante e capillare nelle aziende sarde e del laboratorio regionale di analisi del latte e degli alimenti zootecnici dell’Aras, uno dei più avanzati in Italia, che non solo conduce le analisi di ruotine sulla qualità organolettica e sanitaria del latte, ma controlla che il latte ovino, caprino e bovino prodotto in Sardegna sia privo di contaminanti (ad esempio micotossine o inibenti) pericolosi per i consumatori».

Ma anche che «l’Aras ha collaborato a numerosi progetti di ricerca nel settore agro-zootecnico ed ha rappresentato negli ultimi 30 anni un fondamentale strumento di trasferimento e applicazione della ricerca scientifica nelle aziende zootecniche della Sardegna, svolgendo a sua volta da stimolo per definire le priorità delle ricerche degli atenei sardi, secondo schemi di interazione col mondo della ricerca propri delle agricolture più avanzate. Ricordiamo anche che negli anni centinaia di studenti dell’università di Sassari, e in particolare del dipartimento di agraria, sono stati accolti ed assistiti dai tecnici dell’Aras nella conduzione dei loro tirocini pratico-applicativi e nelle attività di ricerca finalizzate alla produzione della tesi di laurea».

I professori del dipartimento auspicano quindi una pronta risoluzione delle difficoltà finanziarie e societarie dell’Aras e dei suoi tecnici, sperando «che possa continuare
a lavorare come entità autonoma, in maniera da mantenere il suo rapporto diretto e quotidiano con gli allevatori sardi, perseguendo con ancora maggiore forza l’interesse del settore agro-zootecnico e di tutto il sistema agro-industriale della Sardegna». (a.palm.)



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