Rete ospedaliera sarda, per il ministero della salute è da rivedere

Il consiglio regionale dovrà metter mano entro fine ottobre al sistema dopo il parere di non coerenza con il "Dm 70" . Botta e risposta tra Solinas e Arru

ROMA. Il ministero della salute ha dato parere di non coerenza della rete ospedaliera sarda rispetto al decreto ministeriale 70. Un parere espresso dal tavolo di monitoraggio del ministero che, però, non è definitivo. «Ai fini di una valutazione definitiva - è scritto infatti nel documento inviato via pec il 7 settembre scorso al direttore generale dell'assessorato alla Sanità - i documenti esaminati, integrati alla luce delle evidenze rilevate, dovranno essere prodotti in qualità di atto entro e non oltre il 31 ottobre 2018».

In meno di due mesi, insomma, la Regione dovrà rivedere tutto il sistema approvato il 25 ottobre 2017 dal Consiglio regionale. Ma quali sono le incongruenze rispetto al decreto ministeriale? Perché il modello è stato giudicato incoerente? La dotazione dei posti letto rispetta lo standard, anche se il tavolo rileva una serie di incongruenze nella programmazione. Ma è soprattutto sulle reti tempo-dipendenti che vengono fatti i rilievi.

Ad esempio: sull'articolazione della rete ictus, con riferimento al presidio di Ozieri; sull'articolazione della rete trauma, con riferimento al presidio «Nostra Signora della Mercede»; sulla rete cardiologica, con riferimento ancora al «Nostra Signora della Mercede» e al San Giovanni di Dio di Cagliari. E poi sull'articolazione della rete per la neonatologia e i punti nascita. In particolare - è scritto nel parere - «si rileva la presenza di punti nascita programmati in presidi sede di Pronto soccorso, non previsti dal dm 70».

A diffondere la notizia del parere di non coerenza è stato per primo il senatore sardista Christian Solinas. «È inaudito - attacca il parlamentare della Lega-Psd'az - che nonostante il documento sia da giorni nella disponibilità dell'assessorato, ne sia stato tenuto segreto il contenuto senza riferirlo tempestivamente al Consiglio regionale, soprattutto in considerazione del fatto che proprio il Parlamento dei sardi dovrà entro il prossimo 30 ottobre apportare le opportune integrazioni e le richieste correzioni al piano di riordino della rete ospedaliera isolana».

Pronta la replica dell'assessore regionale Luigi Arru. "Il senatore Solinas cerca di mischiare le carte, soffermandosi sul fatto che avrei nascosto il parere del Ministero della Salute e non, invece, sul parere stesso, che di fatto porterebbe alla chiusura dei nostri ospedali". 

"Il documento è stato protocollato il 7 settembre ma spedito via PEC dal Ministero solo ieri. Fatta questa premessa - prosegue Arru -, siamo pronti a confermare e difendere quanto contenuto nella Rete voluta dalla Giunta, dalla maggioranza e dal Consiglio regionale. Non abbiamo stravolto il Dm 70, ma abbiamo utilizzato le prerogative che ci assegna per salvare ospedali difficilmente raggiungibili a causa dei collegamenti stradali e delle infrastrutture. Il senatore su questo non interviene, però, di fatto sposando la linea del Ministero, e quindi del Governo, che porterebbe alla chiusura dei nostri ospedali. Il tutto alla faccia dell'Autonomia, rivendicata in Sardegna, dimenticata all'ombra della Lega".

"Noi - continua Arru - difenderemo

la nostra proposta e ci aspettiamo che la battaglia vada oltre l'appartenenza partitica, e veda mobilitati il Consiglio regionale, le amministrazioni comunali, i cittadini. Magari cosi capiremo anche da che parte sta il senatore Solinas, se con i Sardi o con chi vuole togliere loro servizi".

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