Pittalis dà la scossa a Fi: non farò il coordinatore

Il deputato: «Troppi impegni in parlamento», ma da tre mesi gli azzurri sono senza un coordinatore

SASSARI. Un treno che nessuno vuole guidare. Sarà che dovrebbe essere in corsa, ma è ancora inchiodato alla stazione di partenza. Ma Forza Italia è una locomotiva senza carburante.

Il coordinatore Ugo Cappellacci si è dimesso, e ha ribadito più volte di non volere più rimettersi alla guida del partito in questo momento. Da mesi si parla di Pietro Pittalis come futuro coordinatore. Ma la nomina di Berlusconi non è mai arrivata. Il leader azzurro in diverse regioni deve indicare chi sarà il coordinatore regionale. Ma l’imprimatur non arriva.

E ora Pittalis fa capire di non essere più disposto a fare il coordinatore. Il suo gesto non è dettato dalla paura, ma dalla volontà di dare una scossa agli azzurri. Ufficialmente Pittalis sostiene di avere troppi impegni a Roma per poter fare anche il coordinatore. «Non sono disponibile – spiega Pittalis –. In parlamento i miei impegni si accumulano e richiedono la mia massima attenzione. Sono componente della giunta delle elezioni e del comitato giurisdizionale della Camera. Due incarichi che aggiunti a quello di componente della commissione Giustizia, convocata costantemente, mi impedirebbero di fare il coordinatore al meglio».

Ma nel gesto di Pietro Pittalis c’è anche tutta l’esasperazione di un partito rimasto immobile. Il 18 luglio si è dimesso Cappellacci. Da allora il ruolo è rimasto vacante. Nessuno al volante dell’astronave azzurra con le elezioni Regionali che si avvicinano a passi da gigante e un alleato, la Lega, che i sondaggi fanno sempre più ingombrante.

Fi dovrebbe avere un coordinatore forte, che si sieda ai tavoli e lavori per costruire la coalizione intorno al fortino azzurro.

Ma non è così. Non può esserlo. Se gli accordi romani certificano che il candidato governatore in Sardegna spetta a Forza Italia, il partito rischia di non avere un candidato e liste pronte da presentare agli alleati. Sulla carta Cappellacci ha ancora il ruolo di coordinatore, anche se dimissionario, come lui stesso dice, ma difficile pensare che abbia la forza e l’autonomia per decidere il coordinatore e i candidati. Anche perché la Lega un suo candidato lo avrebbe pure. È il magistrato Ines Pisano. Vive a Roma, ma ha radici in Sardegna, è nata a Bosa. E proprio a Bosa si sarebbe costruita la sua candidatura, anche se l’investitura arriva dagli ambienti parlamentari romani della Lega. I rappresentanti sardi del
partito e quelli del Psd’Az non sarebbero neanche stati consultati.

Il centrodestra spera di trovare subito un assetto stabile. Perché sondaggi e crescente popolarità della Lega al governo sembrano spingere sempre di più la coalizione verso il governo dell’isola. (l.roj)

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