La Regione contro il Governo: "I piccoli ospedali sono intoccabili"

L'assessore Arru attacca: "Siamo pronti a ricorrere alla Corte Costituzionale per difenderli"

CAGLIARI. Ci vuole una salute di ferro per resistere alla bufera sulla Sanità. Il Ministero ha bocciato la riforma della rete ospedaliera uscita dal consiglio regionale. Per il governo di Roma la rete così come proposta dalla Regione non rispetta i parametri imposti da un decreto ministeriale. In altre parole da Roma indicano quanti abitanti servono per avere un ospedale, a quanti chilometri devono essere uno dall’altro e che reparti possono avere.

Parametri difficili da applicare per la Sardegna, che tutta intera ha più o meno la metà degli abitanti di Roma. Complicato spiegare perché un ospedale a Sorgono sia indispensabile, così come alla Maddalena. Se la Regione avesse dovuto applicare i criteri stabiliti dal ministero avrebbe dovuto chiudere gli ospedali di Iglesias, Guspini, Isili, Muravera, Bosa, La Maddalena, Tempio, Ozieri, Ghilarza e Lanusei.

«Siamo pronti ad arrivare anche davanti alla Corte costituzionale per difendere la nostra riforma e i nostri ospedali – spiega l’assessore alla Sanità Luigi Arru –. Il Ministero ci accusa di avere un’offerta superiore a quella prevista dal Dm 70. Ma noi abbiamo tenuto conto delle caratteristiche orografiche e demografiche della Sardegna. Abbiamo anche dimostrato che attraverso l'elisoccorso

riusciamo a offrire un servizio d'eccellenza in tutta la Sardegna.

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