Lui: «Mi avete sparato» Indagato un carabiniere

Un 36enne ferito durante un inseguimento accusa i militari. Loro: no, è caduto

BADESI. Sarà un’indagine della Procura di Tempio a fare chiarezza su quanto accaduto il 4 settembre scorso a Domenico Sanna, 36 anni, di Badesi, rimasto ferito durante un inseguimento da parte dei carabinieri di Trinità D’Agultu che l’hanno poi arrestato con l’accusa di minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Lui dice che i buchi nel braccio destro e la ferita sul labbro superiore siano stati provocati dai proiettili esplosi da un militare, mentre i carabinieri dicono di aver sparato sì, ma un colpo in aria, e che lui si sia ferito cadendo dopo aver sentito lo sparo.

Carabiniere indagato. La Procura ha aperto un fascicolo e iscritto nel registro degli indagati per lesioni aggravate E. M. 51 anni, il carabiniere che ha impugnato la pistola ed esploso il colpo per paura di essere aggredito dal grosso cane che Domenico Sanna aveva con sé: c’è da capire se effettivamente abbia sparato in aria, come riportato anche negli atti, o se il proiettile abbia raggiunto l’uomo.

Gli accertamenti tecnici. Il sostituto procuratore Andrea Jacopo Ghironi ha nominato un consulente tecnico e disposto accertamenti tecnici sull’entità delle lesioni riportate da Sanna.

«Voglio sapere cosa è successo a mio figlio: io so solo che è uscito di casa sano ed è ritornato con due buchi nel braccio», aveva detto amareggiata la madre, Maria Biosa.

Domenico Sanna è agli arresti domiciliari nella casa dei genitori, a Sassari, da quando è successo il fatto, così come disposto dal giudice del tribunale di Tempio che ha convalidato l’arresto.

I fatti. I carabinieri erano intervenuti il 4 settembre poco prima delle 13 in via Mare, in seguito alla chiamata della cugina di Sanna che diceva di essere stata aggredita verbalmente dall’uomo. Sanna era lì, in un giardinetto di fronte a casa sua, seduto su una panchina che suonava la chitarra, col suo cane corso a fianco. I militari arrivano e cercano di identificarlo. Ma lui, secondo quanto riportato negli atti, reagisce e li minaccia mentre si incammina velocemente verso casa. Loro gli dicono di fermarsi, gli intimano l’alt e lo inseguono.

A quel punto, le versioni diventano contrastanti. I militari dicono che Sanna si ferma, molla il guinzaglio e aizza il cane contro di loro. Vista la mole dell’animale e temendo di essere aggredito, uno dei militari spara in aria. Lui, sentendo lo sparo si spaventa e cade, ferendosi. L’arrestato nega di aver minacciato la cugina e i carabinieri e di aver aizzato il cane contro di loro. Dice invece di essersi fermato all’alt dei militari, di aver sollevato le braccia mollando da una parte la chitarra e dall’altra il guinzaglio e di aver visto, di lato, uno dei carabinieri impugnare la pistola. Poi, ha perso i sensi e quando si è ripreso era in un bagno di sangue. Al pronto
soccorso di Tempio, ha riferito di essere stato ferito da un proiettile durante un inseguimento da parte dei carabinieri. Il suo difensore, l’avvocato Luca Tamponi, ha affidato l’incarico a un perito per accertare se le ferite siano compatibili con quelle provocate da un proiettile.

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