La Maddalena, il 13enne vittima dei bulli: le mamme si mobilitano

Alcuni genitori dei ragazzi che frequentano la scuola chiedono chiarezza

LA MADDALENA. Non tornerà a scuola fino a quando non verrà trasferito in una nuova classe. Dove potrà ricominciare a studiare in serenità. Senza l’incubo delle percosse, delle continue prese in giro. Daniele, nome di fantasia del 13enne vittima di bullismo, fuggito da casa per paura di ritrovarsi faccia a faccia con i suoi compagni persecutori, spera in un nuovo inizio.

Protetto dal padre e della madre che lo sostengono nella sua coraggiosa battaglia. Daniele aspetta una telefonata dalla scuola media che frequenta per il terzo anno. Il suo racconto ha avuto l’effetto di una deflagrazione nella mite comunità maddalenina. Prima angosciata per la fuga del ragazzino alle 5 di lunedì mattina. Poi per i motivi che hanno portato Daniele a scappare. Una ventina di mamme si sono date appuntamento nei prossimi giorni per capire cosa sia successo e cosa sta accadendo nella scuola frequentata dai loro figli. In Italia il fenomeno del bullismo colpisce un adolescente su due. Numeri preoccupanti con conseguenze anche tragiche di cui no si può fare finta di nulla.



Carabinieri al lavoro. I carabinieri della stazione della Maddalena, coordinati dal Reparto territoriale di Olbia, portano avanti accertamenti e verifiche. Cercano riscontri al dettagliato racconto fatto da Daniele dopo essere stato ritrovato a Caprera. Il ragazzino ha fatto anche i nomi dei presunti aguzzini. Un piccolo gruppo con un baby capo. È attesa per le prossime ore la denuncia con cui formalmente i genitori di Daniele faranno partire l’iter di legge. Anche se minorenni, la posizione degli aggressori denunciati verrà valutata dal Tribunale dei minori.

Percosse e insulti. Il modo in cui i baby bulli avrebbero preso di mira Daniele erano diversi. Come lui stesso ha raccontato ai carabinieri. Lo prendevano in giro, gli rubavano metodicamente la merenda, gli davano spintoni, alcune volte lo avrebbero anche picchiato. Il padre e la madre hanno ascoltato con un senso di impotenza il loro ragazzo che raccontava la sua vita scolastica da incubo.

La fuga e il coraggio. Lunedì mattina Daniele ha trovato il modo di non andare a scuola. Alle 5 del mattino scavalca il muro di casa e fugge. Quando la madre va a svegliarlo trova il letto vuoto. Dopo pochi minuti scatta la richiesta di aiuto ai carabinieri che coinvolgono le altre forze dell’ordine. I militari sono i primi a chiedere se Daniele sia una vittima di bullismo. Anche il sindaco Luca Montella attiva la rete di protezione civile collegata al Coc, il centro operativo che si attiva in caso di eventi eccezionali. Facebook fa la sua parte facendo rimbalzare l’appello dei genitori e la foto del ragazzino di bacheca in bacheca.

Arrivano le prime segnalazioni. Daniele ha camminato per chilometri per raggiungere l’isola di Caprera. Ed è proprio lì, seduto su una panchina della pineta, che il 13enne viene trovato. Un giovane maddalenino, Emilio Sirena, saputa la notizia della scomparsa si precipita verso Caprera. Vede Daniele che si dirige verso la pineta, lo segue da lontano senza farsi notare. Avvisa la famiglia e per un quarto d’ora lo tiene sotto controllo con discrezione. L’adolescente si siede su una panchina, assorto nei suoi pensieri. Quando il padre lo raggiunge gli spiega i motivi della sua fuga. Per la famiglia c’è solo una cosa da fare di fronte a quel racconto. Stare al fianco del figlio e denunciare i bulli. (ha collaborato Andrea Nieddu)
 

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