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Festivi e rilancio dell’isola Boccia promosso a metà

Il M5s Licheri al leader di Confindustria: le aperture domenicali hanno fallito Carta, Cisl: puntiamo su turismo e agroalimentare, ma anche su green economy

SASSARI. Il lavoro domenicale divide gli industriali e il M5s, che invece sono sulla stessa lunghezza d’onda quando si parla di turismo e agroindustria per rilanciare l’isola. Ettore Licheri, senatore del Movimento, insomma promuove a metà le parole di Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, che in una intervista alla Nuova ha parlato di economia a 360 gradi. Boccia ha criticato la scelta del governo Conte di regolamentare il commercio domenicale, stabilendo solo un tot limitato di aperture. Per il numero uno di Confindustria meglio detassare il lavoro domenicale per favorire la rinascita del commercio al dettaglio. «Non sono d’accordo – dice Licheri –. Bisogna fare due discorsi, il primo di carattere etico, il secondo economico. Il principio etico impone che comunque vada sempre fatto salvo il diritto del lavoratore al riposo settimanale e purtroppo questa in un settore in cui a dominare sono i contratti a termine è una prerogativa che il lavoratore ha perso. Dal punto di vista economico poi si pensava che le aperture domenicali avrebbero più profitto per le aziende e più redditività per le famiglie. Invece, tutto questo non è avvenuto. Gli indicatori economici non hanno mostrato quel cambiamento che ci si aspettava. E poiché per il futuro la strada tracciata è che dobbiamo lavorare di meno ma tutti allora un buon punto di partenza può essere quello del recupero della giornata della domenica, magari attraverso una turnazione delle aperture domenicali».

Più in linea con Boccia il senatore del Pd, Giuseppe Luigi Cucca. «È vero che o i piccoli commercianti sono penalizzati dalla grande distribuzione ma non credo possano migliorare la loro situazione chiudendo la domenica – afferma l’ex segretario dem –. L’idea della detassazione va invece nella direzione giusta, ma con me si sfonda una porta aperta: io sono favorevole alla detassazione in genere per favorire il rilancio delle zone depresse come quelle della Sardegna». «Sul lavoro domenicale la posizione deve mediata per andare incontro alle esigenze familiari dei lavoratori – aggiunge Gavino Carta, segretario regionale della Cisl –. Tornare completamente non è più possibile ma da un punto di vista contrattuale la retribuzione va adeguata. Lavorare la domenica non può essere la normalità, invece ormai utilizzano i festivi come i giorni feriali».

Tutti d’accordo con Boccia, invece, sul turismo e sull’agroindustria come mezzi per rilanciare l’economia dell’isola. «In un momento storico in cui sembrano prevalere i grandi trattati di libero scambio internazionale saluto con piacere la ritrovata sensibilità di Confindustria verso il comparto dell’agroindustria e del turismo – dice il senatore Licheri –. Da anni sosteniamo che la rivalsa economica e sociale dell’isola deve partire da queste due vocazioni. Usciamo da un’epoca storica in cui qualcuno aveva deciso per conto dei sardi che il futuro stava solo nella chimica e nell’alluminio. Ora le cose stanno finalmente cambiando e Confindustria può portare un indubbio valore aggiunto alle piccole e medie accompagnandole in un percorso di formazione verso l’innovazione e l’internazionalizzazione. Alla politica il compito di rimuovere le barriere dell’insularità e colmare il gap infrastrutturale di una regione che detiene ancora il triste record della disoccupazione giovanile». «Il turismo e l’agroalimenatare sono le risorse migliori di
cui disponiamo – aggiunge il dem Cucca –. Giusto puntare su quello». «Alla Sardegna serve uno sviluppo armonico in tutti i settori – conclude Carta –. Giusto puntare su turismo e agroalimentare, ma senza dimenticare altri comparti come l’industria 4.0 e le economie verdi». (al.pi.)

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