Ci sono tracce di sangue nella casa dei misteri

I Ris le avrebbero individuate nello stabile in cui abitava Andrea Ventroni L’uomo è morto nel 2017 dopo una caduta. Il fratello Martino ucciso sei anni fa

BUDONI . I carabinieri del Ris durante il sopralluogo nella casa di Tanaunella dei Ventroni–Setzu avrebbero individuato alcune minuscole tracce ematiche. Forse era proprio quello che cercavano ma al momento è impossibile sapere a chi appartenesse quel sangue trovato nell’abitazione di via Ulisse. A dirlo saranno sono le successive analisi in laboratorio. Certo è che dopo l’ispezione del Ris, l’inchiesta riaperta dalla Procura di Nuoro sulla morte di Andrea Ventroni, il 73enne della frazione di Budoni deceduto dopo una caduta all’inizio dell’estate dello scorso anno, ha subito un’improvvisa accelerata. Dalle poche indiscrezioni trapelate fino ad ora dall’inchiesta condotta dal pm Giorgio Bocciarelli pare che non ci siano indagati. Tuttavia, se gli inquirenti hanno deciso di riaprire un caso come quello della morte dell’anziano da subito derubricata come un decesso provocato dalle conseguenze di un incidente domestico, qualcosa devono pure avere in mano. Sospettano, forse, che quella rovinosa caduta non sia stata provocata da un malore improvviso. Intanto, nella frazione il caso fa iniziare a discutere nei bar e nelle case, ma con grande discrezione. Qui ci si conosce tutti e nessuno vuole perdere la tranquillità per una parola di troppo. Giovedì però in molti hanno notato la presenza in forze dei carabinieri arrivati sia dalla stazione di Budoni, dalla compagnia di Siniscola ma soprattutto non sono sfuggiti agli sguardi attenti gli specialisti del Ris giunti da Cagliari. Uno spiegamento così consistente di forze da queste parti non si vedeva da tempo. Inutile negare anche la sorpresa dei parenti dello scomparso quando hanno aperto ai militari che hanno esibito un mandato del magistrato che gli ordinava l’ispezione nell’abitazione. Forse si saprà solo nei prossimi giorni se quel sopralluogo nello stabile dove ha trascorso gli ultimi dei suoi giorni anche Andrea Ventroni avrà dato i frutti sperati. Andrea Ventroni viene descritto come un uomo semplice e tranquillo che si dedicava al lavoro accudendo il bestiame nei terreni di famiglia. Un’attività instancabile portata avanti per una vita a pochi metri da uno splendido arenile che guarda l’isola di Tavolara. Certo è che in questo mosaico si incastrano elementi difficili da decifrare. Tra questi l’omicidio di suo fratello Martino, commesso sei anni fa con delle modalità anomale per quello che è un cliché ormai consolidato dei delitti consumati nelle campagne. Martino Ventroni era un pastore atipico, quando venne ucciso da un unico colpo ravvicinato, seguiva il bestiame ma aveva già fatto fortuna vendendo numerosi terreni il cui prezzo è lievitato vertiginosamente dopo il boom turistico. Si fecero allora diverse ipotesi sul movente del delitto – senza ovviamente escludere
quella sugli appetiti che poteva attrarre il suo ingente patrimonio – e anche sul killer arrivato in gommone via mare, ma l’inchiesta venne archiviata per mancanza di elementi. E se quella per il delitto di Martino Ventroni è stata chiusa, quella per il fratello Andrea è stata riaperta.

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