Terremoto Air Italy Conti in rosso e caos trasferimenti

Cda infuocato: lasciano i tre della direzione commerciale Persi in pochi mesi 140 milioni sulle rotte a lungo raggio 

OLBIA. Terremoto al vertice. Tre nomi scompaiono dall’organigramma di Air Italy. Sono quelli di Marco Picardi, Andrea Andorno e Massimo Crippa. Tre manager che all’interno dell’azienda ricoprivano ruoli non proprio di secondo piano. In poche parole, è stata decapitata la direzione commerciale della compagnia aerea. Ieri, in una riunione del cda, in un clima da resa dei conti, i tre dirigenti sono di fatto usciti dall’azienda. Il motivo sarebbe da ricondurre all’insuccesso del lancio delle rotte di lungo raggio. Si vocifera addirittura di una perdita di 140 milioni di euro a fronte dei 40 previsti al momento della presentazione del piano. Un fallimento che avrebbe dunque fatto saltare la direzione commerciale di Air Italy. A influire, con tutta probabilità, anche la gestione del trasferimento dei 51 dipendenti del centro operativo da Olbia a Malpensa. Non è da escludere che nelle prossime settimane possano saltare altri manager. Facile pensare che dietro “l’operazione di pulizia” ci sia la Qatar airways, che controlla il 49 per cento di Air Italy.

Fuori in tre. Tutti e tre i dirigenti facevano parte del vecchio management di Meridiana fly. Marco Picardi, dimissionario, ricopriva il ruolo di chief of strategy and planning. Fuori pure Andrea Andorno, chief commercial officer. Ed esce dall’azienda anche Massimo Crippa, il direttore vendite. E così ieri la compagnia ha comunicato ai dipendenti che «la struttura commerciale di Air Italy verrà riorganizzata e di conseguenza le funzioni del chief commercial officer verranno svolte direttamente dal chief operating officer Neil Mills». Insomma, tutto il settore finisce nelle mani di Mills, nominato lo scorso aprile. Risale allo scorso giugno, invece, l’uscita di Ivano Pippobello, ad di Meridiana Maintenance, che tra l’altro da ieri è stata ufficialmente inglobata da Air italy.

La bocciatura. Il motivo del terremoto sarebbe da ricondurre al fallimento della strategia del lungo raggio, che la compagnia aveva lanciato con grande entusiasmo ormai 6 mesi fa. Un piano che prevedeva diverse nuove rotte intercontinentali, per esempio per New York, Miami, Bangkok e Mumbai. Inizialmente, come accade quando ci si va alla conquista di nuovi mercati dove la concorrenza è spietata, era stata prevista una perdita di 40 milioni di euro per il primo anno. Invece dopo pochi mesi, secondo indiscrezioni, la perdita si aggirerebbe attorno ai 140 milioni. Tanto è bastato a far saltare la direzione commerciale. Anche per questo motivo, evidentemente, Air Italy ha da poco ridotto drasticamente le frequenze settimanali di alcuni voli a lungo raggio.

I trasferimenti. A influire potrebbe essere stata anche la gestione del trasferimento di 51 lavoratori del centro operativo di Air Italy da Olbia a Malpensa. Una questione che ha generato un certo clamore mediatico e dure reazioni da parte dei sindacati e della politica regionale. Cose che non fanno bene all’immagine della compagnia. Inoltre, il numero dei trasferiti si è drasticamente ridotto. Da 51 si è passati a 25, di cui 13 volontari e 12 “coatti”.
Gli altri, protetti per esempio dalla legge 104, sono stati dislocati in altri settori, ma sempre a Olbia. Il trasferimento, comunque, sarebbe dovuto scattare il primo ottobre ma sarà reso operativo almeno tra una settimana. Per il 15 ottobre i sindacati hanno indetto un nuovo sciopero.

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