Parla Di Maio: "Per la Sardegna ci vogliono scelte coraggiose"

Intervista al vicepresidente del consiglio che elogia la "Manovra del Popolo" appena varata dal governo, plaude alla bocciatura della legge urbanistica e annuncia: alle elezioni andremo da soli

SASSARI. Vicepremier di lotta e di governo. Luigi Di Maio si trova a suo agio con gli abiti istituzionali del governo, ma non perde la carica movimentista che ha portato i 5 Stelle alla guida del Paese. Parla con orgoglio della manovra costruita in collaborazione con la lega. E senza paura la chiama la Manovra del Popolo, «Mi raccomando tutto maiuscolo».

Di Maio mostra di avere le idee chiare anche sulla Sardegna. I 5 Stelle continueranno ad andare da soli, non solo alle Regionali, ma anche nelle altre elezioni.Per la lotta alla disoccupazione propone un nuovo modello di sviluppo, lontano dalle ricette già proposte. Punta su turismo, agricoltura ed enogastronomia. Boccia la legge urbanistica «perché devastava l'ambiente senza restituire nulla ai sardi. Era solo un favore ai poteri forti». Liquida il caso Mura con una battuta «Non ha rispettato il patto con i cittadini».

Di Maio evita la polemica con la Regione. Davanti alla proposta - rivendicazione dell'assessore regionale al Bilancio Paci. La Regione chiede lo stop agli accantonamenti, un tesoretto di 684 milioni, dopo lo sforamento del deficit-pil al 2,4 per cento. Fine dell'austerity, fine dei sacrifici. Ma Di Maio è netto. «Evidentemente non ha capito il senso della manovra economica».Il

vicepremier evita i toni incendiari, ma dà tutto il suo supporto al candidato governatore dei 5 Stelle Mario Puddu.

L'intervista completa sul giornale in edicola e nella versione digitale

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