Doppio attacco sul disavanzo della sanità

Riformatori: falso l’annuncio dei conti in pareggio. La replica: il debito sarà zero. Accuse anche dal Pds 

CAGLIARI. Dai banchi dell’opposizione i Riformatori lo hanno detto senza girarci attorno: «Quando l’assessore al bilancio, Raffaele Paci, annuncia che sta per riconsegnare alla Sardegna in pareggio conti della sanità, racconta solo un bluff. La verità è che dopo aver tolto i soldi ad altri assessorati, ha dovuto accendere un mutuo e chiedere soldi in prestito per mettere su questa farsa». Ma dalla giunta è arrivata subito la replica: «Non c’è nessun mutuo, ma solo la richiesta al governo di rateizzare in 25 anni vecchi debiti, intorno ai 266 milioni, delle Asl per l’acquisto e l’ammortamento di macchinari». Non è finita. Alla carica è ritornato anche il Partito dei sardi, che invece della maggioranza fa parte. Lo ha fatto in commissione con il consigliere Augusto Cherchi, che ha chiesto e ottenuto la sospensione dei lavori fino a quando «l’assessorato non ci spiegherà come vuole programmare e organizzare la sanità fino al 2020». E sempre dalla maggioranza è arrivata anche la presa di posizione di Daniela Forma, Pd, sul futuro dell’Azienda per le emergenze-urgenze, l’Areus: «L’assessore – scrive – deve spiegare al Consiglio qual è lo stato dell’arte della riforma».

I Riformatori. Tabelle alla mano, Franco Meloni, presidente del Centro studi, ha attaccato: «È una bugia che la giunta Pigliaru porterà a zero il debito di 681 milioni della sanità. Lo farà solo ricadere sulle spalle dei sardi, visto ha indebitato la Regione con oltre 1,5 miliardi di mutui, e delle prossime maggioranze che governeranno dal 2019 in poi, e non sarà certo di centrosinistra». Secondo i Riformatori «la spesa sanitaria è rimasta la stessa degli anni scorsi e in più è peggiorata la qualità». Per il vicecapogruppo Michele Cossa, «nonostante i proclami, la sanità è nel caos in tutto e per tutto: dai bilanci all’assistenza». Il coordinatore Pietrino Fois ha rilanciato: «In questi cinque anni di governo, il centrosinistra è riuscito solo a scontentare sindaci, medici, infermieri e cittadini». L’ex deputato Pierpalo Vargiu ha aggiunto: «Altro che pietra tombale su un debito della che ha superato ormai i 600 milioni, la giunta Pigliaru continua a truccare le carte». A rincarare la dose ci ha pensato Gianbenedetto Melis, ex primario di ginecologia del Policlinico universitario di Cagliari: «L’inefficienza purtroppo è totale e pagheremo i troppi errori commessi dal centrosinistra, a cominciare da quello clamoroso dell’Asl unica». Ma a tutti, come detto, ha replicato la Giunta: «È falso che sia stato acceso un mutuo, mentre è vero che stiamo finalmente per azzerare il disavanzo della sanità».

Il Pds. La riunione della commissione sanità del Consiglio regionale, presieduta da Raimondo del Psi, è stata più turbolenta del solito. e alla fine c’è stato l’ennesimo strappo in maggioranza. Dopo aver presentato, venti giorni fa, una mozione di sfiducia contro l’assessore Luigi Arru, poi bocciata dal resto della maggioranza, il Pds ha ripuntato al bersaglio grosso. Stavolta l’oggetto del contendere è stato il «Programma 2018-2020» che Arru e il direttore generale dell’assessorato, Giuseppe Sechi, avrebbero dovuto presentare alla commissione. Però quasi subito è arrivato l’altolà proposto da Augusto Cherchi del Pds e poi passato. «Da troppo tempo – ha detto in commissione interrompendo di fatto l’assessore – la sanità è governata a vista. Da mesi c’è solo una produzione esagerata di decisioni da parte della Giunta e delle Aziende sanitarie però sono slegati fra loro e da qualsiasi programmazione». Soprattutto, secondo Cherchi, «manca ancora lo strumento, che è il Piano triennale, attraverso cui il Consiglio può e deve esercitare i
suoi poteri di controllo economico, finanziario e nel merito sulla sanità. La Giunta avrebbe dovuto approvarlo entro il 31 dicembre 2017 ma ancora non l’ha fatto». Vista l’aria e per evitare uno scontro ancora più aspro, il presidente Perra ha rinviato i lavori di due giorni. (ua)

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