Alluvione, una morta e un pastore disperso

Il sud dell’isola devastato dalla tempesta d’acqua. Capoterra in ginocchio La statale 195 spezzata in due. L’Anas: sarà riaperta entro 5 giorni

CAGLIARI. L’emergenza è alle spalle, ma adesso bisogna affrontare le conseguenze dell’emergenza. I 500 millimetri d’acqua venuti giù dal cielo nell’arco di una trentina di ore hanno messo in ginocchio chi vive nel territorio di Capoterra, con danni pesantissimi anche nelle aree di Pirri, Monserrato, Uta, Assemini, Elmas, Quartu, Quartucciu, Sestu e in buona parte del Sulcis e del Sarrabus. C’è anche un primo drammatico bilancio. Con una donna morta ad Assemini, travolta dalla piena, e un pastore disperso tra Muravera e Castiadas.

I comuni sono mobilitati alla ricerca di soluzioni, gli interventi riguardano soprattutto le strade che fino al primo mattino di ieri erano ancora invase dall’acqua. Di certo il progressivo abbassamento del livello di allerta ha consentito al centro di coordinamento allestito in Prefettura, insieme alla Protezione civile, di offrire soccorso a chi si trovava in difficoltà: «Abbiamo lavorato per l’intera giornata soprattutto nelle campagne – ha confermato il sindaco di Capoterra, Francesco Dessì – dove si sono verificate le situazioni più critiche». Incessante anche il lavoro dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri e dei Vigili Urbani dei veri centri per garantire condizioni di sicurezza sulla rete stradale e nei servizi pubblici essenziali, come gli ospedali.

La statale 195. Il primo obbiettivo è ora la riapertura della statale 195, spezzata in due dal cedimento del rilevato stradale in due punti, dove l’acqua ha aperto voragini profonde. C’è l’impegno pubblico dell’Anas, i cui tecnici sono al lavoro da ieri mattina: tempo cinque giorni e il passaggio sarà ricostruito in sicurezza, urgenza indispensabile perché i villaggi del territorio di Capoterra, poi i comuni di Sarroch con la Saras e il resto dell’area industriale, Pula, Domusdemaria e Teulada sono diventati d’improvviso lontanissimi da Cagliari. Il percorso suggerito per raggiungere questi centri rimane quello via Carbonia, come dire che la distanza stradale è decuplicata. La strada provinciale 1 da Santa Lucia a Santadi, nel Cagliaritano, è stata distrutta e spazzata via per tre chilometri dalla forza dell'acqua. In alcuni tratti anche per tre metri di profondità.

I percorsi alternativi. È attesa nelle prossime ore l'ordinanza della Prefettura di Cagliari in cui verranno indicati i percorsi alternativi rispetto alle strade che hanno subito danni. Il provvedimento, elaborato in un lungo vertice tra la prefetta Romilda Tafuri, il governatore Francesco Pigliaru, l'assessore ai lavori pubblici Edoardo Balzarini, dirigenti di Anas, Protezione civile e forze dell'ordine, conterrà anche le limitazioni alla circolazione dei mezzi pesanti sulle arterie interessate dal nubifragio.

Arriva il capo dell’Anas. Domani mattina arriverà in Sardegna l’amministratore delegato dell’Anas, Gianni Vittorio Armani. Ispezionerà insieme ai tecnici tutte le situazioni critiche provocate dall’alluvione di mercoledì scorso e valuterà con il prefetto e i sindaci gli interventi necessari al ripristino delle strutture.

Tecnocasic bloccato. La lista dei disservizi provocati dal maltempo è lunga. L’acqua ha invaso gli impianti del Tecnocasic, a Macchiareddu: l’attività dell’inceneritore è sospesa, per il ripristino dei macchinari potrebbero essere necessarie quattro settimane e nel frattempo i rifiuti saranno conferiti altrove. Grossi problemi anche all’impianto di sollevamento dell’Enas, che dall'invaso del Cixerri rifornisce di acqua grezza l'impianto di potabilizzazione a Sarroch dal quale, a sua volta, dipende l'approvvigionamento di acqua potabile dell'acquedotto sud-occidentale al servizio di Sarroch, Villa San Pietro, Pula e Domus de Maria.

Abbanoa al lavoro. Gli impianti idrici sono quelli che hanno pagato il prezzo più alto: numerosi sono stati fermati da black-out elettrici. Ancora condotte e pozzi travolti dalle ondate di piena, intasamenti fognari, tombini saltati, detriti finiti nelle fognature e trascinati dalle acque piovane fino a inondare i depuratori. Abbanoa - informa l’Ansa - sta schierando sul campo per far fronte alle criticità venti squadre di pronto intervento, tecnici elettromeccanici, operatori con autospurgo e autobotti.

Cagliari. Il capoluogo ha vissuto ancora ieri una giornata campale: ragioni di sicurezza hanno portato alla chiusura di arterie d’ingresso trafficatissime, la conseguenza è stata il caos per molte ore della mattinata. La chiusura di scuole e uffici non è bastata ad alleggerire a sufficienza il volume della circolazione. Oggi, d'accordo con i sindaci dei comuni della Città metropolitana - Quartu Sant'Elena, Assemini, Capoterra, Elmas, Monserrato, Quartucciu, Selargius, Sestu, Decimomannu, Maracalagonis, Pula Sarroch, Settimo San Pietro, Sinnai, Villa San Pietro e Uta - il comune di Cagliari ha deciso di prolungare la chiusura dei soli istituti tecnici, professionali e dei licei cagliaritani e della Città metropolitana per alleggerire la viabilità nelle strade in cui sono presenti mezzi di soccorso e operai al lavoro per ripristini e interventi in corso.

Isolata l’oasi del Wwf. L'oasi el Wwf di Monte Arcosu è isolata. Le strade di accesso sono impraticabili e non è possibile inoltrarsi per via della piena dei fiumi. La strada campestre è praticamente distrutta e non è percorribile - fanno sapere dal Wwf - quindi non è possibile raggiungere l'interno dell'oasi e verificare lo stato dei luoghi.

Malore a un vigile del fuoco. Un vigile del fuoco arrivato da Sassari ha accusato un malore mentre
lavorava ai soccorsi. Era impegnato a Uta, quando ha accusato una fitta al petto. Sul posto è subito arrivata un'ambulanza del 118. È stato poi richiesto l'intervento dell'elisoccorso che ha trasportato il vigile all'ospedale Brotzu a Cagliari.

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