Le strade dello zafferano, l’isola celebra l’oro rosso

Il 60 per cento della produzione nazionale arriva da San Gavino, Turri e Villanovafranca. I tre comuni trovano un accordo e organizzano una sagra itinerante in 3 giornate

SAN GAVINO. Il Klondike dell’oro rosso è qui, compreso in un triangolo di eccellenza che abbraccia Campidano e Marmilla, nei comuni di San Gavino, Turri e Villanovafranca. Non va cercato nel sottosuolo come quello giallo, spunta da solo e puntuale una volta all’anno, per quindici giorni nel mese di novembre. È lo zafferano, la prelibata spezia che ha nella Sardegna la regione leader in Italia in fatto di produzione. Per celebrarlo le amministrazioni comunali dei tre comuni, con la regia del consorzio turistico della Marmilla “Sa Corona Arrubia”, hanno creato, in partenariato con la Regione, Laore e i produttori locali, un sodalizio denominato “Le strade dello zafferano di Sardegna Dop”, che per presentarsi ha organizzato tre domeniche – una in ciascun paese – di manifestazioni di “gusto, colori, musica e cultura del territorio”. Il 4 novembre a Villanovafranca, l’11 a San Gavino e il 18 a Turri. Con questo sodalizio si pone fine al campanilismo fra i tre comuni dell’oro rosso, che in passato organizzavano le sagre dello zafferano nello stesso giorno, sottraendosi a vicenda visitatori e compratori. L’iniziativa è stata presentata dai sindaci Carlo Tomasi (San Gavino), Matteo Castangia (Villanovafranca) e Martino Picchedda (Turri) alla presenza dell’assessore regionale al Turismo Barbara Argiolas e del presidente di “Sa Corona Arrubia” Francesco Sanna.

Il valore dello zafferano nell’economia locale è tutto nei numeri. Il 60% della produzione nazionale di zafferano arriva dai tre comuni sardi e sale al 66% commisurata all’intera isola. Quarantacinque sono complessivamente gli ettari coltivati nei tre comuni, con una produzione stagionale che si aggira intorno ai 300 chilogrammi sui circa 450 di quella nazionale comprensiva della quota sarda. Considerando che il prezzo al grammo varia dai 10 ai 25 euro (fuori dalla Sardegna), è facile fare il conto di quanto sia il ricavo annuo. Sei sono le aziende a conduzione familiare che hanno sottoscritto il disciplinare Dop e si avvalgono del relativo marchio di origine protetta (quattro a San Gavino, una ciascuna a Turri e Villanovafranca),
ma i coltivatori hobbisti sono fra i cento e i centocinquanta complessivi. La loro produzione segue una commercializzazione secondo gli antichi canali della vendita in casa, per lo più a parenti e conoscenti. Ed è così che i compratori riescono a strappare prezzi decisamente convenienti.

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