Periferie, scippo sventato. Sì ai progetti dei Comuni

Via libera alle risorse congelate dal Milleproroghe, esultano sindaci e Anci

SASSARI. Lo scippo è sventato, forse. I soldi destinati alle periferie tornano indietro perché «noi parlamentari Pd insieme a sindaci e Anci abbiamo costretto il governo e Giuseppe Conte a ripristinare le risorse», dice la deputata Dem Romina Mura. Che poi però aggiunge: «Attendiamo di vedere atti concreti e vigiliamo affinché non intervengano le solite manine malefiche». Ironia a parte, la battaglia per i fondi periferie sembra essere finita nel migliore dei mondi: il governo ha fatto retromarcia, i Comuni riavranno a disposizione il miliardo e 600 milioni che il governo aveva deciso di revocare con il decreto Milleproroghe. Frutto di un accordo con l'Anci nazionale il cui presidente Antonio Decaro non ha mai mollato la presa. La Sardegna, alla quale spetta una torta di 142 milioni di euro, potrà in questo modo dare gambe ai progetti di riqualificazione delle periferie urbane a Sassari, Nuoro, Tempio, Carbonia. Entusiasti i sindaci e il presidente dell’Anci regionale Emiliano Deiana che contestato l’iniziale congelamento dei fondi ma anche la possibilità di assegnarli “a rate”, eventualità che avrebbe ostacolato la programmazione degli interventi da parte delle amministrazioni comunali. E se Sassari può festeggiare il via libera ai progetti per i quartieri di Latte Dolce e Santa Maria di Pisa, Monte Rosello e l’area di Baddimanna, Nuoro può avviare i piani di recupero destinati al carcere di Badu 'e Carros, all’Artiglieria, al Mulino Gallisay. Soddisfatto il sindaco Andrea Soddu: «La forza e la caparbietà dei sindaci nel difendere il piano delle periferie, insieme al grande lavoro di coordinamento e supporto dell'Anci, hanno permesso di vincere una battaglia importante per il nostro futuro, una vittoria per tutti i nostri cittadini, soprattutto per quelli che vivono in zone particolarmente svantaggiate come le periferie delle nostre città. A loro va il mio pensiero oggi e la voglia di trasformare la nostra Nuoro in una città che sappia davvero mettere le periferie al centro dei processi culturali e sociali della comunità».

I progetti per le periferie avevano ricevuto il via libera dall’ex governo nel dicembre 2017. Al bando avevano partecipato più di 300 città italiane e di queste 120 erano risultate vincitrici sulla base della validità dei progetti presentati. In Sardegna le risorse erano state assegnate
a Sassari, Nuoro, Tempio, Carbonia, Oristano e Cagliari. In seguito al Milleproproroghe si erano salvati solo gli ultimi due (24 in ambito nazionale). Poi il pressing dei sindaci e dell’Anci, gli emendamenti firmati Pd e M5s sino al lieto fine con lo scippo sventato. (si. sa.)

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