Fusione Tirrenia-Moby e sede in Sardegna

Il gruppo Onorato: "Impieghiamo 500 sardi e nei prossimi anni faremo altre assunzioni"

CAGLIARI. La fusione tra Tirrenia e Moby è cosa fatta. "Approvata come da comunicato fatto agli investitori e come annunciato più volte", fa sapere il gruppo armatoriale in un nota. A sancire l'incorporazione di Moby nell'ex compagnia statale sono state le assemblee straordinarie delle due società.

Si tratta, spiegano i vertici, di "un atto propedeutico al trasferimento di tutto il gruppo in Sardegna, con le importanti ricadute economiche che ne derivano". In questo modo, "dopo più di un secolo in continente verrà collocata nella sua naturale sede".

In Sardegna, puntualizza il gruppo Onorato, "impieghiamo più di cinquecento sardi e saremo impegnati nei prossimi anni in un ulteriore piano di espansione dell'organico sul territorio

grazie ai nuovi investimenti in naviglio che porteranno in Sardegna i traghetti più grandi e green al mondo". Ieri la fusione era stata aspramente criticata dall'ex deputato e leader di Unidos Mauro Pili, impegnato in questi giorni a promuovere la 'marcia dei tir' per "dire basta a Tirrenia".

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