Ergastolo per Cubeddu, i legali pronti alla battaglia

Entro novanta giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza. I difensori: «È innocente, ci metteremo subito al lavoro per preparare l’appello»

NUORO. Saranno novanta giorni lunghissimi, i più lunghi della sua carriera d’avvocato. Sono i novanta giorni che separano la lettura del verdetto di colpevolezza dal deposito delle motivazioni della condanna al carcere a vita. In quelle pagine, che già si preannunciano fitte fitte, Mattia Doneddu, che con il collega Patrizio Rovelli ha difeso Alberto Cubeddu, il giovane di Ozieri condannato all’ergastolo per il duplice omicidio di Orune e Nule, è certa di trovare lo spunto per imbastire una linea difensiva che possa portare, in secondo grado, al proscioglimento del ragazzo.

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L’avvocato Doneddu, che sabato pomeriggio alla lettura del dispositivo da parte del presidente della Corte d’assise di Nuoro Giorgio Cannas non è riuscita a trattenere le lacrime mentre attorno scoppiava la bagarre, non demorde. «Non smetterò mai di ribadire che credo nell’innocenza del mio assistito» dice Doneddu che aggiunge: «Ora non ci resta altro da fare che leggere le motivazioni e rimetterci al lavoro sugli atti del procedimento per poi preparare il ricorso in appello». La vicenda giudiziaria che ha scritto una prima parziale verità non è ancora terminata. Nel dibattimento, che si è dipanato per 43 udienze, ognuna di esse carica di tensione e di dolore, hanno fatto la loro comparsa migliaia di ore di intercettazioni telefoniche a ambientali, verbali e testimonianze. Documenti che sono serviti a ricostruire in aula sia l’omicidio dello studente orunese Gianluca Monni, ucciso con tre colpi di fucile la mattina dell’8 maggio 2015 a Orune, sia la scomparsa da Nule di Stefano Masala avvenuta la sera precedente.

L’avvocato Doneddu non sarà sola. Anche Patrizio Rovelli, impegnato con tutto il suo staff nella difesa del 22enne, cugino di Paolo Enrico Pinna già condannato a 20 anni di carcere dal Tribunale dei minori di Sassari per gli stessi brutali delitti, si è rimesso al lavoro. Era stato lui, poco dopo il verdetto che ha accolto le richieste del pubblico ministero Andrea Vacca, il primo a dichiarare la volontà di andare avanti in nome del suo convincimento. «Cubeddu è innocente – aveva detto il legale a commento della condanna – e lo proverò in aula».
 

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