Il racconto choc: «È stata dura ma siamo vivi»

Le prime parole dei protagonisti all’arrivo al porto di Olbia. Entrambi sono stati ricoverati in ospedale  

OLBIA. È sceso dalla motovedetta con la forza delle sue gambe. Finalmente asciutto e con addosso la tuta blu della guardia costiera, Alessandro Vitiello, maddalenino, si è lasciato avvolgere dall’abbraccio di sua moglie Elena. «Eh, poi ti racconto» le ha detto. Poi si è infilato dentro una ambulanza del 118, ma prima ha comunque trovato il tempo di ringraziare gli uomini che lo hanno salvato e di ironizzare sulla sua disavventura. «Sì, è stata un po’ dura, ma ce l’abbiamo fatta. Siamo stati per due giorni e due notti a mollo. Purtroppo si è rotta una tavola della barca quindi e siamo finiti in acqua, a rinfrescarci» ha detto Vitiello col sorriso, incredibilmente salvo, sul molo della sede della capitaneria di porto di Olbia. Il marittimo della Maddalena ha passato la notte all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia nel reparto di rianimazione, come prevede il protocollo per i naufraghi. Con lui l’amico olbiese Renato Spano, ancora insieme ma al caldo e al sicuro. Ad attendere il naufrago, a Olbia, la moglie Elena Turcu. «È stato un miracolo, sono contentissima – ha detto –. Lo hanno salvato, sono stati dei veri professionisti. Mio marito di professione fa il marittimo ed era andato in Toscana a comprare quella barca che è poi affondata. Era contento di quell’acquisto. Grazie a Dio ho un marito forte». Particolarmente soddisfatto Emiliano Nicolai, comandante della motovedetta Cp273 che ha tratto in salvo Vitiello. «Ci ha ringraziato subito – ha detto Nicolai –. Era molto provato, quindi lo abbiamo vestito e lo abbiamo fatto riposare all’interno della motovedetta. L’esito dell’operazione è stato più che ottimo. Siamo stati fortunati perché l’intuizione di seguire un certo tipo di percorso di ricerca ha pagato, grazie all’esperienza sia nostra che della sala operativa che ci ha coordinato». Alessandro Vitiello è stato trovato con il corpo in acqua, avvolto da una specie di maxi ciambella arancione. «Dopo due giorni in acqua, ci ha soltanto ringraziato – ha aggiunto Nicolai –. Quando lo abbiamo trovato, le condizioni
del mare stavano cominciando a essere proibitive. La visibilità stava diminuendo sempre di più. Ci ha detto che più volte sono passati mezzi aerei e motovedette che però stavano seguendo altri schemi di ricerca. Fortuna ha voluto che poi siamo riusciti a individuarlo». (d.b.)

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