Più “Campagna amica” contro lo spopolamento

Accordo tra Coldiretti e Anci per favorire uno sviluppo capillare dei mercatini a filiera corta

SASSARI. Un’espansione dei “Mercati di Campagna Amica” per combattere lo spopolamento: è l’oggetto dell’accordo tra Condiretti e l’Anci. Un fenomeno che tocca pesantemente la Sardegna, con i centri rurali che si desertificano anche per la mancanza di servizi. Negli ultimi dieci anni, secondo l’Istat, sono stati chiusi 100mila piccoli negozi nei centri urbani a causa dello spopolamento con evidenti effetti negativi legati alla riduzione dei servizi di prossimità, ma anche un indebolimento del sistema relazionale, dell’intelaiatura sociale e spesso anche della stessa sicurezza sociale delle città. Per contrastarlo è nata l’alleanza tra i Comuni e gli agricoltori per la diffusione dei mercati contadini, del cibo locale nelle mense e del welfare agricolo. Coldiretti e Anci si impegnano ad incentivare un sistema di vendita diretta dei prodotti agricoli basato sullo sviluppo capillare della rete dei “Mercati di Campagna Amica”. Nell’isola è composta da circa 500 aziende agricole, trenta mercati e un centinaio di agriturismo.

L’obiettivo dell’accordo è incentivare l’utilizzo di prodotti agricoli e alimentari a “chilometro zero”, provenienti da filiera corta e dei prodotti agricoli e alimentari derivanti dall'agricoltura biologica o comunque a ridotto impatto ambientale e di origine locale/regionale/italiana. L’accordo riguarda anche i criteri di aggiudicazione dei servizi di ristorazione: la valutazione dell’offerta terrà conto della qualità dei generi alimentari, privilegiando chi utilizza prodotti biologici, tipici, tradizionali, a denominazione protetta, provenienti da filiera corta e da operatori dell’agricoltura sociale.

«Un accordo che sancisce che la nuova agricoltura multifunzionale è forse l’unica in grado di supplire all’assenza di alcuni servizi fondamentali che riguardano soprattutto le fasce più deboli – sostiene il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu - È un tassello importante che può aiutare a contrastare lo spopolamento delle zone rurali, spesso marginali, ma ricche di storia, fondamentali dal punto di vista ambientale e sociale».

«Pensiamo ai nostri centri dell’interno dove l’età media degli abitanti è sempre più alta e che si spopolano per
assenza di lavoro ma anche dei servizi – spiega il direttore di Coldiretti Sardegna, Luca Saba – L’ accordo sostiene il lavoro agricolo che presidia il territorio, quello che tramanda un saper fare millenario e coltiva e trasforma prodotti tradizionali capaci di raccontare la Sardegna».

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