Maria Manca, da Nuoro agli States con la Sardegna nel cuore

Console a Detroit: ha 36 anni e prima di arrivare negli Usa ha lavorato all’ambasciata in Giappone 

SASSARI. Da Nuoro a Detroit, passando per Perugia, Roma e Tokyo. E già pronta, per l’ennesima volta, a ripartire. Ha stregato studenti e studentesse dell’università di Sassari, Maria Manca, 36 anni e una carriera diplomatica già avviata, coronata il 16 marzo del 2017 dalla nomina a Console d’Italia a Detroit, responsabile per gli stati dell’Indiana, Kentucky, Michigan, Ohio e Tennessee. Raccontando la sua storia a un seminario dedicato ai “percorsi di accesso alle istituzioni europee”. «Storia che è la dimostrazione – ha spiegato – che con la giusta determinazione, con le giuste scelte, e anche con un pizzico di fortuna, i propri sogni si possono realizzare».

Sicuramente si sta realizzando il suo. Madre di Buddusò e padre nuorese, entrambi insegnati, nata a Ozieri nel 1982, vissuta all’ombra del Monte Ortobene fino ai 18 anni. Età in cui prende la maturità al liceo classico Asproni, quello di Salvatore Satta e Indro Montanelli, toscano di Fucecchio che frequentò gli studi ginnasiali a Nuoro durante il periodo in cui il padre era funzionario della prefettura in città. «Già da giovane avevo le idee chiare – racconta Maria Manca – sentivo il desiderio di conoscere il mondo. Non di fuggire, sia chiaro, ma di aprirmi».

Detto fatto, Maria Manca si iscrive all’università per Stranieri di Perugia, dove nel 2008 si laurea brillantemente in “Relazioni internazionali”.

«Lì la scelta era fatta – anche grazie a un tirocinio all’estero. Se devo dare un consiglio ai giovani è quello di approfittare di qualsiasi opportunità abbiano di andare all’estero. Ormai è possibile fin dall’inizio degli studi. L’arricchimento che arriva da questo genere di esperienze è impagabile. Soprattutto per mettere a fuoco i propri desideri. E mettere le fondamenta per realizzarli».

La strada è quella della carriera diplomatica, con una chiamata che arriva dal ministero degli affari esteri nel 2010. «Lì per due anni – racconta Manca – ho lavorato nella direzione generale per la cooperazione allo sviluppo. E nel 2013 mi è stata assegnata l’Ambasciata d’Italia a Tokyo con il ruolo di First Commercial Secretary. «Mi occupavo di stampa, cultura, promozione del “prodotto Italia”. E ho imparato tanto dai giapponesi, gentili e determinati. E soprattutto innamorati dell’Italia, in tutte le sue forme. Attirati dalla nostra creatività, dalla nostra inventiva, perfetto arricchimento per il loro perfezionismo e il loro rigore. Lì i grandi gruppi editoriali finanziano in maniera importante la cultura ad esempio, e spesso ci hanno aiutato per organizzare avvenimenti legati alle eccellenze tricolori».

A questo punto Maria Manca è già cittadina del mondo. Ma la Sardegna rimane dentro il suo cuore. «Anche perché in Giappone è presente una piccola ma radicata comunità isolana. Con tanto di circolo sardo. Ma questa è una costante di tutti i miei viaggi, i miei conterranei non sono mai mancati. E devo anche dire che l’essere sarda mi ha aiutato a capire molti tratti dei caratteri giapponesi. Se nasci e cresci in un’isola hai qualcosa di diverso dentro».

Il Giappone è grande, e meraviglioso. Ma Maria Manca non si ferma. Chiede di andare negli Stati Uniti. E il 16 marzo 2017 riceve il prestigioso incarico di Console d'Italia a Detroit, responsabile per gli stati dell'Indiana, Kentucky, Michigan, Ohio e Tennessee.

«Ho cambiato tutto – racconta – come è normale per la carriera che ho scelto di intraprendere. I posti, la cultura, la prospettiva». Manca diventa riferimento per una comunità di oltre 20mila emigrati italiani: «Anche se in realtà sono molti di più – spiega –. E anche qui i sardi sono tanti, dalla Gallura, dall’Oristanese. Hanno fama di grandi lavoratori e, come in tutto il mondo, sono molto apprezzati».

Qui non c’è l’Isola a ricordargli casa, ma l’aria che si respira è lo stesso simile a quella dell’Isola. Un tempo una delle città più floride degli Stati Uniti, sede della potente General Motors, nel 2013 la città ha dovuto dichiarare bancarotta. E ricostruirsi. «Guardando come questa città, questa comunità, sta affrontando la crisi, ho capito quanto gli americani vivano diversamente il “fallimento”, parola che d’altronde da loro non esiste. Detroit ora è una città piena di giovani, di energie, di progetti. Sta letteralmente risorgendo dalle sue ceneri. Si sta rialzando, e dovendo ricostruire tutto, lo sta facendo più in fretta degli altri».

Una lezione per la Sardegna? Fino a qui Maria Manca non si spinge, e di colpo toglie fuori tutto il basso profilo che per una “feluca” è regola di vita. «Gli unici consigli che mi permetto di dare sono ai giovani. Che magari cullano un sogno come quello che avevo io. Non abbiate paura di aprirvi al mondo. Non vuol dire fuggire, o sradicarsi.
Ma crescere, per poi magari tornare. Ci sono possibilità, che devono essere colte. E un futuro che si può scrivere, per se stessi, per la propria terra. Non è facile, di sicuro, ma nemmeno impossibile. E vale la pena tentare, con tutte le proprie forze».

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