Nelle “magie d’inverno” trionfa la longevità

La storia di successo del Banco di Sardegna e il fedele correntista di 100 anni La ricetta del critico Onofri: la buona letteratura migliora la qualità della vita

NUORO. “Magie d’inverno”, manifestazione giunta alla nona edizione, non è solo la ribalta sfavillante per gioielli e orologi di lusso. “Magie d’inverno”, che ha chiuso i battenti ieri, è anche uno spazio dove partendo dal tema della longevità si possono intrecciare riflessioni e cucire storie. Come quella, tutta sarda, del Banco di Sardegna che ieri pomeriggio nell’auditorium dell’Isre di Nuoro è stata ripercorsa da direttore generale dell’istituto di credito Giuseppe Cuccurese nell’incontro moderato dal giornalista della Nuova Sardegna Luca Rojch. Testimone del lungo percorso che ha portato il Banco a diventare una moderna banca, radicata nel territorio e con oltre 600mila correntisti, Sebastiano Maccioni, arguto centenario nuorese che non ha mai tradito il Banco di Sardegna. All’ingegnere matematico, fedele correntista dell’istituto di credito sardo, Cuccurese ha consegnato un riconoscimento. «Grazie per questo attestato – ha detto Maccioni –, ma io intendo continuare ad essere vostro correntista, almeno sino all’anno prossimo quando spegnerò 101 candeline». Stesso riconoscimento è andato a Carmela Beccu, studentessa lavoratrice che grazie all’accordo tra il Consorzio universitario nuorese e la banca ha potuto rateizzare il pagamento delle tasse universitarie. Gli interessi, vantaggiosi, sono invece a carico dell’Università. L’incontro del pomeriggio è stato preceduto dall’intervento di Massimo Onofri, dal tema “Vivere a lungo è vivere bene?”.

Il caustico professore universitario e critico letterario ha spiegato come «la cattiva letteratura impoverisce la vita». E come, di contro, buone letture possano contribuire a migliorarla. Gli incontri pomeridiani sono alcune delle tante iniziative collaterali che si sono alternate nell’auditorium del Museo del costume, a cominciare dal filmato “Tracce del tempo. Orgosolo” curato da Gianluca Medas. Sul palco è emersa la vera anima di Orgosolo con le immagini di Antonio Cauterucci e con il racconto di Medas, ideatore del format. «Ho cercato di raccontare la Orgosolo che non ti aspetti – ha detto il regista e scrittore –, quella che in realtà è la Orgosolo invisibile a chi non la sa guardare. E così è venuta fuori una storia diversa da quella che viene raccontata dai giornali. È venuto fuori il desiderio di conservare le tradizioni, con lo sguardo rivolto all'orizzonte senza farsi inglobare dai format delle agenzie turistiche poco attente al particolare. Orgosolo – ha concluso Medas – non è solo bella da raccontare, ma è magica per ciò che non si conosce ma si percepisce”. La nona edizione di “Magie d’inverno”, si è conclusa con l'esibizione dell’orchestra del liceo musicale Sebastiano Satta e con la presentazione del cd "Canti di Magie d'inverno " con il coro delle voci bianche diretto da Marilena Pintore e con lo spettacolo “Bianco e nero, i volti della longevità”.

«È
stata una edizione da record con un tema di grande valenza sociale come la longevità che ha accompagnato le tante esposizioni» il commento conclusivo di Fabio Rosas, il patron e ideatore di un appuntamento che per due intensi giorni ha fatto di Nuoro la capitale della bellezza.

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