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Forestas, passa la legge i dipendenti alla Regione

Il Consiglio dà il via libera al trasferimento dei 5mila lavoratori dell’Agenzia Fallita la mediazione dell’assessore Spanu, tutti a favore eccetto quattro del Pd

CAGLIARI. Il trasloco in massa dall’Agenzia Forestas alla Regione ci sarà. Oltre 5mila fra dirigenti, impiegati, operai forestali e precari passeranno al più presto da un contratto all’altro, diventando in un colpo solo tutti dipendenti pubblici. A deciderlo è stata una larghissima maggioranza, centrosinistra e centrodestra assieme, che in Consiglio regionale ha votato il via libera alla legge «trasloco».

Esito scontato. Era inevitabile che finisse così, perché i 41 che voteranno a favore, sin dall’inizio hanno detto, uno dopo l’altro: «Dobbiamo mettere fine a un’ingiustizia che dura da troppo tempo. Questo passaggio è dovuto, atteso e necessario per rilanciare anche l’efficienza dell’Agenzia». Con queste premesse e le elezioni regionali alle porte, il Consiglio ha scelto di fatto la strada più semplice per raggiungere un obiettivo definito «sacrosanto», ma che non mancherà di sollevare ancora un bel po’ di polemiche.

Tutti contenti. Tra l’altro il Consiglio regionale, con questo voto bibartisan, è riuscito anche a non scontentare i sindacati autonomi – Conferdia, Sadris e Cateofor – da sempre sostenitori della legge, e forse neanche Cgil, Cisl e Uil, invece molto dubbiosi per i possibili contraccolpi. Però comunque pronti «ad accogliere con entusiasmo l’arrivo di Forestas nel contratto della funzione pubblica».

I contrari più l’assessore. Il via libera alla legge è arrivato nonostante parte del Pd – Daniela Forma e Gigi Ruggeri hanno votato contro, Rossella Pinna e Antonio Solinas si sono astenuti – abbia più volte messo in guardia il resto dell’Aula. «È forte il rischio – hanno detto – che invece la legge provochi un colossale pasticcio demagogico». Soprattutto non ha avuto successo la mediazione dell’assessore al personale, Filippo Spanu, con la sua proposta di costruire un comparto speciale per gli operai forestali, oggi non esiste, all’interno del contratto dei regionali. E su questa sconfitta in campo della Giunta l’opposizione di centrodestra s’è scatenata, mentre la maggioranza ha definito quegli attacchi ingenerosi, ma poi hanno votato tutti assieme. Così dopo la quasi unanimità in Aula (salutata in tribuna con un fragoroso e lungo applauso dai dipendenti di Forestas) l’assessore ha commentato: «Così com’è questa legge non risolve certo le incertezze che c’erano e ancora rimangono sotto l’aspetto contrattuale, organizzativo e finanziario. Anzi, i tempi saranno tutt’altro che brevi».

Il balletto dei costi. È proprio sul maggior costo dell’operazione esodo (78 dirigenti, 313 impiegati e 4mila operai) che si è incentrato il confronto-scontro fra contrari e favorevoli. I primi hanno sostenuto che «sarà almeno di 9 milioni e forse potrebbero arrivare addirittura a 10 a causa del cambio di contratto». La proposta dell’assessore, cioè un accordo speciale solo per gli operai forestali, avrebbe fatto risparmiare alla Regione 6 milioni, ma non è passata. Invece i favorevoli, cioè i 41, hanno presentato altri calcoli. Uno su tutti: «L’Agenzia ha in cassa un avanzo di bilancio intorno ai 17 milioni e proprio quei soldi potranno essere utilizzati per ammortizzare il costo, oggi solo stimato, del trasferimento. Comunque, Forestas è finanziata dalla Regione e quindi non cambierà nulla». La verità è che il peso dell’esodo sul bilancio della Regione si saprà solo quando saranno firmati i nuovi contratti

Centrosinistra favorevole. Esclusi i quattro dissidenti del Partito democratico, il resto della maggioranza s’è schierato compatto a favore della legge. Dal relatore Giuseppe Meloni, Pd, al presidente della commissione autonomia, Francesco Agus , Campo progressista, dal capogruppo Daniele Cocco ed Eugenio Lai di Md, poi anche l’Upc con Piefranco Zanchetta e il Partito dei sardi con Gianfranco Congiu e Pier Mario Manca. La sintesi di tutti questi interventi può essere questa: «Dovevamo farlo e lo abbiamo fatto nel rispetto di un impegno preso nel 2014 senza fare oggi nessuna forzatura».

Centrodestra favorevole. Ribadito che l’opposizione ha rimarcato la sconfitta sul campo della Giunta, Oscar Cherchi, Stefano Coinu e Antonello Peru sono stati fra i più netti nel dire: «È merito nostro, non di una maggioranza divisa come sempre». Mario Floris dell’Uds ha rilanciato «è venuto meno il rapporto fiduciario fra il Parlamento dei sardi e la Giunta». Un sì convinto alla legge è arrivato anche da Angelo Carta, Psd’Az, Attilio Dedoni e Luigi Crisponi dei Riformatori.

I precari nel limbo. Nonostante la quasi unanimità, è rimasto comunque
incerto il futuro degli oltre mille forestali stagionali. In questa legge non potevano esserci (perché sono appunto dei precari), ma un ordine del giorno «impegna la Regione a stabilizzarli». Forse prima della prossima campagna antincendi, anche se non è detto. (ua)



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