tra panifici e rivendite 

“Lievita” il marchio Pane fresco sono già 76 gli autorizzati all’uso

CAGLIARI. È stato pubblicato sul sito della Regione l’elenco dei primi 76 operatori, tra panifici e rivendite, che potranno presto utilizzare il contrassegno “Pane fresco” messo a disposizione dall’as...

CAGLIARI. È stato pubblicato sul sito della Regione l’elenco dei primi 76 operatori, tra panifici e rivendite, che potranno presto utilizzare il contrassegno “Pane fresco” messo a disposizione dall’assessorato del turismo, artigianato e commercio. «L’obiettivo è duplice – spiega l’assessora Barbara Argiolas – tutelare i panifici, le loro produzioni di pane e prodotti da forno e le piccole attività artigianali e commerciali; ma anche garantire al consumatore la certezza di un prodotto fresco, sano e di qualità».

Si completa così l'iter partito con la definizione e l'approvazione del marchio previsto dalla legge regionale n. 4 del 2016, la sua registrazione e ora la possibilità di utilizzarlo e esporlo. «Si tratta – dice Argiolas – di un primo elenco ricognitivo, relativo a quanti hanno aderito alla manifestazione di interesse per l'utilizzo del contrassegno, bandita nel marzo scorso. Nelle prossime settimane verrà aperta la procedura e i panificatori interessati potranno inoltrare la richiesta del contrassegno attraverso lo sportello Suape: l'elenco si aggiornerà periodicamente con l'inoltro delle istanze al nostro assessorato».

Il nemico dichiarato è la sempre maggiore diffusione dell’offerta di pane congelato o precotto, che danneggia sempre più il comparto, e la creazione di questo marchio vuole essere soprattutto «un segnale concreto nei confronti di un settore sempre più minacciato».

Con la legge 4 la Regione ha normato e disciplinato in maniera organica l’attività di produzione e di vendita del pane per modernizzare e valorizzare l’intera filiera sarda e le sue tipologie tipiche conosciute anche al di fuori dell’isola; a gennaio la giunta aveva approvato il nuovo contrassegno e l’identità visiva nata da un concorso di idee. Il marchio “Pane fresco” potrà essere esposto in maniera visibile nelle sedi di produzione e vendita o sui sacchetti o sulle altre modalità di confezionamento; potrà essere revocato in caso di violazioni allalegge o comportamenti che danneggiano la filiera di qualità rappresentata dal contrassegno.

«La Regione – dice Argiolas – intende continuare l’opera di tutela, rilancio e valorizzazione di una delle nostre produzioni agroalimentari più autentiche e legata al nostro vivere quotidiano: il pane non è solo un alimento base
del nostro mangiare, un pilastro dell’identità culturale delle comunità sarde ma anche fattore di sviluppo sociale ed economico soprattutto nelle nostre zone interne, dove i panifici e le piccole attività artigianali e commerciali sono presìdi del territorio». (a.palm.)



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