Il re degli chef sardi rischia lo sfratto

Non c’è accordo col Comune: il ristorante S’Apposentu potrebbe lasciare Siddi

SASSARI. La stella Michelin appuntata sul petto ieri a Parma per il settimo anno consecutivo e, forse, la valigia pronta per un’altra destinazione. Roberto Petza, lo chef più estroso e premiato della Sardegna, capace di far diventare il suo ristorante un punto di riferimento per lo sviluppo di tutta la Marmilla, potrebbe portare “S’Apposentu” a un indirizzo nuovo. Nel centro di Siddi il portone di Casa Puddu, l’antica villa padronale della storica famiglia di pastai sede del locale, è chiuso. Per ferie, come fanno tanti ristoranti dell’isola che dopo i ritmi infernali dell’onda estiva scelgono novembre, mese solitamente “basso”, per tirare il fiato. Il problema è capire se riaprirà o meno, con i social network conditi (è proprio il caso di dirlo) dai commenti malinconici dei tanti fan di Petza che chiedono a gran voce di non spostarsi.

Un’altra stella. Ieri a Parma si è svolta la presentazione della guida Michelin e Roberto Petza era lì a riceverla. Una grande soddisfazione, dopo essere stato clamorosamente escluso dalla guida del Gambero Rosso, in un anno molto difficile che lo ha visto alle prese con molti cambiamenti: «Questa stella riconfermata ha un sapore ancora più dolce – ha commentato –. Se ripenso a un anno fa non mi sembra vero, quando ho dovuto riorganizzare tutto lo staff completo dopo un “ammutinamento”. Ringrazio tutti quelli che hanno creduto in me, soprattutto Rossella Mura, Flavio Trevisan, Luca Pusceddu, Ibra e tanti tanti altri, i nostri numerosi clienti che hanno affollato le sale del S’Apposentu con gioia e stima. Grazie!». Una dichiarazione che fa trapelare le difficoltà di un 2018 nel quale lo chef ha rivoluzionato tutto il suo progetto, disimpegnandosi dall’Accademia per giovani chef che aveva trovato lo sbocco naturale nella pizzeria “Sa Scolla”, nella vicina Baradili (meno di cento abitanti). In più, una completa riorganizzazione della struttura interna. In questa situazione, al di là di tutto, conquistare una stella Michelin in un paesino della Sardegna con meno di 700 abitanti vale doppio.

Il bivio. Roberto Petza, originario di San Gavino Monreale, era sbarcato a Siddi dopo l’esperienza dolceamara al Teatro Lirico di Cagliari. Aveva proposto un progetto fortemente legato al territorio, utilizzando solo prodotti locali e convincendo molto spesso a diventare veri produttori persone che il terreno lo coltivavano quasi per hobby. Adesso però la storia è arrivata a una svolta: il feeling con la nuova amministrazione comunale sembra non essere mai stato eccezionale e a fine anno scadrà l’accordo, avviato con la precedente. Sulle condizioni proposte per un rinnovo non c’è l’accordo e le parti sono lontane, anche se una trattativa comunque esiste. D’altronde, non può essere una questione meramente ricondotta all’affitto della Casa Puddu, di proprietà del Comune: un progetto così complicato in un territorio così particolare può andare avanti solo se le parti remano insieme.

Partita ancora aperta. Il sindaco del paese Stefano Puddu tiene le sue carte coperte e nega decisamente (e bruscamente) di voler mettere alla porta lo chef: «Uno sfratto? A me non risulta, anzi lo escludo totalmente. Peraltro non sento Roberto Petza da tempo, sono andato a mangiare un paio di volte da lui mesi fa e sono stato anche molto bene. Sul futuro di S’Apposentu non so nulla, mi dicono che è chiuso per ferie anche se ci sono passato davanti qualche giorno fa e ho visto movimento. Le chiacchiere e le voci che si leggono anche sul web non mi interessano, se volete sul web potete trovare anche le teorie sulla Terra piatta, anzi andatele a guardare».

Anche Roberto Petza resta guardingo: «Per ora siamo in ferie e ci godiamo il riposo, poi chissà. Si dice che sto cambiando sede? Non è così, stiamo trattando, chi parla in un certo modo mente. Si dicono anche tante cose non vere su di me, quello che è certo è che io sono Roberto Petza e so che cosa sono in grado di fare».

Il termine. In dicembre si saprà così qualcosa in più su questa partita che resta ancora in bilico e lascia aperte diverse soluzioni: per esempio S’Apposentu potrebbe non riaprire, come temono i fedelissimi dello chef; oppure potrebbe riaprire solo fino a dicembre per poi chiudere a Siddi e trasferirsi da un’altra parte. Di sicuro resta da capire se, andando oltre le questioni burocratiche ed economiche (comunque non secondarie e impossibili da comprendere se non con le carte in mano) il paese e lo chef siano ancora compatibili. Siddi, a 15 km dalla reggia nuragica di Barumini, negli ultimi anni si è vivacizzato grazie all’enogastronomia, d’estate ospita un festival (“Appetitosamente”) gastronomico-musicale
molto apprezzato e ha un Wine festival nato proprio su iniziativa di Petza. Rischia però di perdere la sua stella Michelin, un richiamo per tanti appassionati del gusto che in questi anni si sono addentrati in uno dei territori più spopolati dell’isola, e non può farlo a cuor leggero.

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