Rotte assegnate a Blue Air sei indagati ad Alghero

Sotto inchiesta per abuso d’ufficio l’ex assessore Deiana e l’ex dg Peralda

SASSARI. C’era un disciplinare di gara che prevedeva il possesso di determinati requisiti. La società Blue Air, al momento della presentazione della domanda di partecipazione, questi requisiti non li avrebbe avuti. Eppure la compagnia aerea si aggiudicò il bando per la continuità territoriale relativa al quadriennio 2017-2020 per le tratte “Alghero-Roma Fiumicino” e “Alghero-Milano Linate”.

Ed è proprio per far luce sulla vicenda che la Procura della Repubblica di Sassari ha indagato sei persone: si tratta di Mario Peralda, 55 anni, ex direttore generale della Sogeaal (la società che gestisce l’aeroporto di Alghero), Marco Di Giugno, 43 anni, direttore regionale dell’Enac Sardegna, Massimo Deiana, 56 anni, ex assessore regionale ai Trasporti, Tudor Zamfir Constantinescu, 39 anni, rappresentante legale della compagnia aerea Blue Air-Airline, Raffaele Ciaravola, 51 anni, responsabile “Marketing Aviation” Sogeaal e Roberto Mascellaro, 43 anni, manager della società “Pwc Italia” advisor, incaricata dalla Regione per la stesura del cosiddetto bando Turismo.

Secondo il loro modo di vedere le cose l’unico reato che avrebbero commesso sarebbe aver tentato di salvare l’aeroporto di Alghero. Per la magistratura, invece, la condotta degli indagati trova una precisa collocazione nel codice penale. E in particolare in due articoli: 323, abuso d’ufficio, e 353bis, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Il sostituto procuratore Cristina Carunchio ha contestato in particolare l’abuso d’ufficio a Peralda, Di Giugno, Deiana e Constantinescu perché in qualità di pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio, avrebbero «nello svolgimento delle rispettive funzioni, in violazione dei principi di imparzialità, correttezza e buon andamento della Pubblica amministrazione, procurato intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale alla società Blue Air-Airline Management Solutions srl consistito nell’aggiudicarle il bando per la continuità territoriale sebbene la società Blue Air non fosse in possesso della documentazione richiesta dal disciplinare di gara al momento della presentazione della relativa domanda di partecipazione».

E, ancora più nel dettaglio, Peralda (assistito dall’avvocato Nicola Satta) avrebbe contattato l’allora assessore regionale Deiana e anche Constantinescu «al fine di carpire informazioni» che anticipavano le successive azioni della Blue Air, che infatti partecipò al bando di gara; sempre Peralda «coinvolgeva direttamente Di Giugno – scrive il pm – membro della commissione giudicatrice, al fine di redigere un documento in nome e per conto della Blue Air atto a favorire la società nella aggiudicazione del bando continuità territoriale»; «curava personalmente i rapporti tra il rappresentante legale della BlueAir Constantinescu e l’assessorato regionale ai Trasporti grazie a forti relazioni interpersonali con Deiana e i suoi collaboratori».

Il direttore regionale dell’Enac, Di Giugno, invece, avrebbe redatto insieme a Peralda «in nome e per conto della Blue Air, la richiesta di differimento dei termini per il deposito della documentazione amministrativa mancante nella domanda di partecipazione della stessa società», necessaria per ottenere l’aggiudicazione del bando.

E poi c’è il ruolo di Deiana (difeso dall’avvocato Guido Manca Bitti), ossia l’assessore che per il pm avrebbe «agevolato in prima persona la partecipazione di Blue Air al bando per la continuità attraverso l’ausilio alla redazione della domanda di partecipazione». Per farlo avrebbe ricevuto nel suo ufficio i vertici della compagnia aerea «per concordare le voci da inserire nella domanda». Tra questi proprio Constantinescu «concorrente esterno nel reato commesso da pubblici ufficiali». La gara venne aggiudicata alla Blue Air e solo successivamente il provvedimento venne annullato in autotutela. La Procura di Sassari parla anche di «collusioni». Si tratta del reato contestato in particolare a Ciaravola (assistito dall’avvocato Nino Cuccureddu), Peralda e Mascellaro (quest’ultimo difeso da Agostinangelo Marras e Marcello Elia) e cioè la “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”.

Le collusioni di cui scrive il pm sarebbero consistite in contatti telefonici e corrispondenza e-mail tra gli indagati e i rappresentanti delle compagnie interessate al bando. Proprio così avrebbero «turbato la procedura aperta informatizzata, suddivisa in lotti, per l’affidamento dei servizi di promozione e comunicazione finalizzati alla destagionalizzazione del turismo in Sardegna nei mercati di riferimento» (il cosiddetto Bando Turismo). In sintesi avrebbero «pianificato, in fase di predisposizione della gara pubblica la scelta del contraente, concordando preliminarmente le destinazioni e le somme da erogare per ogni lotto di gara con i vettori aerei Volotea, Easyjet, Ryanair e Blue Air, in questo modo condizionando le modalità di scelta del contraente da parte della Regione Sardegna, atteso che la presentazione delle offerte da parte di Volotea
e Easyjet avveniva poi sulla base di questi accordi clandestini». Gara che non venne svolta in quanto l’iter procedurale fu interrotto in seguito alla nomina della commissione di gara da parte dell’assessorato agli Enti locali e all’Urbanistica.

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