Casa Puddu, la reggia della pasta

Lo stabile che ospita “S’Apposentu” è stato ristrutturato dal Comune nel 2000

SIDDI. Il nome del paese per quasi un secolo è stato legato a quello della famiglia Puddu, la cui residenza è adesso la sede del ristorante “S’Apposentu”. Ristrutturata dal Comune nel 2000, destinata prima a ospizio, poi a centro giovanile, quindi a ristorante, era in attesa di collocazione.

Casa Puddu è uno dei pochi esempi di palazzotto signorile presenti in paese. La zona padronale è composta da un corpo principale a “C” su due piani e con vari elementi decorativi (terrazzo centrale con balaustra, cornice marcapiano) , affiancato da una parte più rustica, con un solo piano e senza decorazioni (gli ambienti per la servitù) apparteneva alla famiglia proprietaria del più famoso pastificio sardo. “Don Ciccitu” Puddu (nato nel 1902 e morto nel 1989) era proprietario di una vasta azienda agricola e nel 1949 decise di acquistare da un imprenditore di Ussaramanna, un micro pastificio che produsse a Siddi i primi spaghetti il 2 luglio 1950. Il pastificio diventò una vera potenza economica, tanto da diventare una società per azioni con settanta dipendenti che esportare i propri prodotti in molti paesi d’Europa e negli Usa. Il declino economico cominciò negli anni Settanta senza un motivo ben preciso: a dare una spallata mortale fu principalmente la grave crisi che coinvolse il settore pastaio in campo nazionale. La Pasta Puddu dopo anni di alterne vicissitudini, tra le quali anche la gestione da parte della cooperativa “Pasta di Sardegna”, chiuse
definitivamente nel 1995. Il pastificio è stato ristrutturato e riaperto al pubblico qualche anno fa in occasione del “Siddi Wine Festival”, mentre il marchio ha inaugurato una seconda vita nel 2014 quando è stato acquistato dal gruppo Isa dell’imprenditore di Sanluri Giovanni Muscas.

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