Di Giugno non ci sta: ho agito secondo la legge

Il direttore Enac indagato con altri 5: «Regolare l’aggiudicazione a Blue Air» Il presunto abuso d’ufficio: mancava un documento, concessa una proroga

SASSARI. «Vorrei evidenziare che l’aggiudicazione della gara, pur essendo stata oggetto delle verifiche della guardia di finanza, è stata ritenuta regolare e i documenti prodotti da Blue Air conformi a quanto richiesto dal bando».

È la premessa che fa Marco Di Giugno, il direttore di Enac Sardegna, finito sotto inchiesta insieme ad altre cinque persone (tra cui Mario Peralda, ex direttore generale della Sogeaal e Massimo Deiana, ex assessore regionale ai Trasporti) nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Sassari per abuso d’ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Indagini che hanno riguardato presunte irregolarità nell’affidamento alla compagnia aerea Blue Air delle rotte in continuità territoriale da Alghero verso Roma e Milano.

Nessuna irregolarità, secondo Di Giugno ma, al contrario, l’applicazione di una precisa norma. «In occasione dell’apertura della busta relativa all’offerta di Blue Air – spiega il direttore dell’Enac, assistito dall’avvocato Nicola Lucchi – la commissione, di cui facevo parte, evidenziò la mancanza del bilancio relativo al 2016. Circostanza che, fra l’altro, era stata fatta presente da Blue Air quando presentò la domanda, considerando le tempistiche di approvazione dei bilanci vigenti in Romania. La commissione, pertanto, chiese al Rup (responsabile unico del procedimento ndr) di ricorrere al soccorso istruttorio (come prevede l’articolo 83 del codice appalti) per integrare il documento mancante». I tempi erano stretti e l’allora dg Peralda «mi disse che Blue Air non sarebbe riuscita a produrre il documento nel termine assegnato». Questo perché il Rup aveva concesso 4 giorni. Ed è a quel punto che Di Giugno suggerì «di richiedere una proroga dal momento che la norma prevede un termine massimo di 10 giorni per l’integrazione documentale. Il dottor Peralda mi chiese di vedere una lettera che intendeva proporre a Blue Air per inviarla al Rup e sbloccare la situazione. Così lo accompagnai nella sua stanza per visionarla. Ovviamente la richiesta di proroga inviata da Blue Air è stata esaminata e decisa dal Rup e non dalla commissione».


«Questi i fatti». Accompagnati, oggi, da un «profondo rammarico per una questione che si sarebbe risolta facilmente se il pm (che nel frattempo è andato via dalla Sardegna ndr) mi avesse sentito durante le indagini».

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