I sindaci contro i ministeri: opera strategica per il Nord

La protesta per lo stop alla 4 corsie si trasferisce sulla strada in un container Appello dei primi cittadini Bruno e Sanna: serve una mobilitazione generale

ALGHERO. Addio Porta Terra, almeno per un po’. Da ieri mattina la sede del sindaco di Alghero e del suo esecutivo è un container sistemato nello spartitraffico della bretella che si interseca con l’ultimo tratto già realizzato della quattro corsie tra Sassari e Alghero, quello che attraversa la rotatoria di Rudas, riconduce alla vecchia strada a due corsie di Surigheddu e Mamuntanas e arriva sino al centro abitato di Alghero. Ieri i sindaci di Alghero e Sassari, Mario Bruno e Nicola Sanna, insieme a una delegazione di assessori e consiglieri comunali della città catalana e di rappresentanti del territorio, hanno inscenato un sit-in lungo la strada, annunciando il presidio permanente per tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica: qualche giorno fa a Roma, in sede di commissione per la Valutazione di impatto ambientale, sono emerse le resistenze degli uffici ministeriali al completamento del primo lotto progettuale, di fatto l’ultimo da realizzare. Secondo i tecnici del governo centrale la quattro corsie da Rudas ad Alghero e la bretella per l’aeroporto sono incompatibili con le previsioni del Piano paesaggistico regionale e avrebbero un impatto devastante per un’area di pregio naturalistico e archeologico. Nonostante le modifiche apportate al progetto dall’Anas, che ha anche prodotto un report sui flussi di traffico per giustificare l’opera, l’orientamento della commissione Via sarebbe quello di autorizzare solo una strada a due corsie.

A questa ipotesi il territorio si oppone con veemenza, tanto che Mario Bruno ha annunciato l’indizione di un referendum consultivo per fine gennaio. «Oggi la giunta comunale avvierà l’iter, una delibera avvierà formalmente il percorso attraverso cui tutto il Nord Sardegna chiederà la strada a quattro corsie», annuncia il sindaco di Alghero, Mario Bruno. «L’ha già detto il consiglio con voto unanime e lo diranno i cittadini», spiega Bruno prima di ricordare che «il 22 novembre scadrà il termine per la presentazione delle osservazioni a quanto sostenuto dalla commissione, che dovrà poi rilasciare un proprio parere». A quel punto toccherà al Cipe assumere una decisione che potrebbe anche non tener conto della Via. «È una strada progettata negli anni Ottanta, quindi non sottoponibile ai limiti del Ppr, e sottoposta a continui adeguamenti per limitare l’impatto ambientale – insiste il sindaco – ci sono i soldi e c’è la volontà del territorio e di chi lo rappresenta, la strada deve essere completata».

In città Bruno è impegnato a parare i colpi di chi afferma che la situazione attuale sia figlia di una sua iniziativa del 2015, quando avrebbe chiesto delle modifiche al tracciato per soddisfare le richieste delle associazioni ambientaliste. «È una falsità e chi sta diffondendo questa bufala ne risponderà in ogni sede – avverte – quelle modifiche sono state chieste dall’Anas perché quando lo “sblocca Italia” ha finanziato il primo lotto il progetto del 2003 era ormai vecchio e da rivedere». Per Nicola Sanna, che presiede la Rete metropolitana del Nord Sardegna, «l’isola non può accettare l’interruzione di un’opera progettata prima del Ppr». Per questo serve «la mobilitazione di tutto il territorio, che è essenziale per evitare che i soldi già stanziati vengano persi – aggiunge – anche perché si tratta di un’opera strategica per tutto il Nord Sardegna». Per Sanna è fondamentale «garantire collegamenti rapidi tra strutture fondamentali come gli aeroporti di Alghero e di Olbia e il porto di Porto Torres, garantendo una viabilità degna degli standard europei». Il sindaco di Sassari ha deciso che anche l’assemblea dei sindaci della Rete metropolitana, convocata per domani, si riunirà nel container dell’amministrazione algherese anziché a palazzo Ducale. Per il consigliere regionale Raimondo Cacciotto del Pd, già vicesindaco di Alghero, «la Regione è in prima linea, ha sempre condiviso il progetto col Comune di Alghero e ritiene il progetto compatibile con il Ppr». Non è dunque il governo regionale a remare contro
la quattro corsie, e secondo Cacciotto il Piano paesaggistico regionale non c’entra proprio niente con questa storia. Anzi, «se il governo ha cambiato idea deve dirlo chiaramente – attacca in direzione di Roma – e deve dire a cosa servono le risorse e perché le vuole destinare altrove».

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