Gli alleati soddisfatti per il rinvio

Sul segretario sardista non c’è ancora unanimità e c’è chi punta a un outsider

CAGLIARI. Dal faccia a faccia con il Capitano, in una delle stanze affittate dal Pds’Az, i giocatori del centrodestra, oltre una decina, più le seconde file, sono usciti soddisfatti e abbastanza sorridenti. Perché Forza Italia, Riformatori, Fratelli d’Italia e in successione Udc, Uds, Fortza paris, Energie per l’Italia, Sardegna 20.Venti, Movimento civico hanno ottenuto quello che volevano. Non è stato «l’amico Salvini, che comunque resta sempre un forestiero», dirà uno del gruppo, a svelare chi guiderà la coalizione alle Regionali. A farlo saranno i sardi del Tavolo regionale. Quando? Forse sabato, nella quinta riunione convocata a Pimentel, o al più tardi martedì 4 dicembre. A quel punto il segretario del Carroccio, che ha rimarcato «attenzione, il prescelto dovrà essere un uomo della Lega-Psd’Az, non di altri partiti», dovrà metterci il sigillo. «Sono sicuro che farete un’ottima scelta», le sue ultime parole prima di passare dalle stanze private a quella pubblica della conferenza stampa.

La quasi certezza. Il candidato più probabile continua essere Christian Solinas, ma nelle ultime ore pare siano risalite le quotazioni di Angelo Binaghi, il cagliaritano presidente della Federtennis nazionale. E questo improvviso rimescolamento delle carte, sempre che sia vero, avrebbe messo in fibrillazione il centrodestra, uscito allegro e spensierato dalla festa celebrata insieme a Salvini, alla Lega e al Psd’Az. Soprattutto è sicuro di vincere, svelerà uno dei testimoni: «Il ministro ci ha parlato di un sondaggio in cui la nostra coalizione è davanti a tutti con il 40 per cento».

La riunione. Era a porte chiuse ed è durata quaranta minuti, dieci in più del previsto. Dalla spessa porta a vetri, è trapelato solo il rumore di un chiacchiericcio fitto ma sempre sereno nei toni. «È stato importante e proficuo», dirà Mario Floris, presidente dell’Uds e decano del Consiglio regionale. Che dall’alto dell’esperienza, ha partecipato a migliaia di vertici, aggiungerà: «Sul meccanismo su come sceglieremo il leader ho ancora qualche dubbio. Comunque ci siamo chiariti sul programma. Noi gli abbiamo chiesto che i sardi paghino meno la benzina». E il nome del candidato? «Vedremo».

L’unica incertezza. Le probabilità che il prossimo portabandiera sia Solinas sono molte alte, a meno che – ha detto Paolo Truzzu di Fdi – «Lega e Psd’Az non abbiamo un asso nella manica e allora devono farcelo sapere in fretta. Però non credo che ci saranno sorprese». Ma sul pianerottolo Pietrino Fois dei Riformatori s’è lasciato scappare: «Non tutto è deciso. Potrebbe esserci un altro nome in corsa». Quello di Binaghi? «Non posso dire nulla di più». Per poi far sapere: «A Salvini ho consegnato un corposo dossier sulle accise e sull’insularità. Lui mi ha risposto che del doppio caso si occuperà di persona e quindi su questo siamo fiduciosi». Però al congresso del Psd’Az, che comincerà oggi a Cagliari, i Riformatori potrebbero non presentarsi proprio per alimentare altri dubbi sulla scelta definitiva del candidato governatore. Ma poco dopo sarà Alessandra Zedda di Forza Italia a spegnere quello che potrebbe anche apparire come un principio d’incendio: «Ho visto una coalizione forte, unità e pronta a condividere ogni passaggio da oggi fino alle elezioni».

Il risiko. L’ex generale Gianfranco Scalas, fondatore di Fortza paris, è andato oltre e fatto capire che le presunte trattative sottobanco sono «solo cortina fumogena» e niente più. «Salvini ha dimostrato rispetto verso i sardi e quindi tutto deve proseguire alla luce del sole». Anche per Tore Piana di Energia per l’Italia «i giochi sono decisi» e «non dobbiamo litigare sui nomi, quello che conta è il programma, e Salvini deve difenda la nostra agricoltura».

Mostrare i muscoli. Nella prossima campagna elettorale, ha detto Giorgio Oppi dell’Udc, «bisognerà affondare i colpi soprattutto sulla sanità dopo il disastro scatenato dal centrosinistra». Salvini che ha detto? «Mi ha risposto, perfetto». Ugo Cappellacci di Forza Italia ha messo sul tavolo anche altri
la zona franca e i trasporti. «Ho ripetuto che la Sardegna può ripartire solo se i sardi pagheranno meno tasse e potranno viaggiare in libertà». E il commento è stato? «Siamo a buon punto su tutti e due i dossier». Mentre sul futuro governatore c’è ancora più di uno spigolo da limare.

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