Fondi, a febbraio in aula i 29 del centrosinistra

Superati i dubbi sull’incompatibilità della presidente Marogna, il giudizio per peculato può cominciare

CAGLIARI. Non cambia nulla per i ventinove onorevoli ed ex onorevoli regionali finiti a giudizio con l'accusa di peculato per aver speso impropriamente i fondi del gruppo politico i tempi del processo si allungano: alla presidenza della prima sezione del tribunale resta Tiziana Marogna e il dibattimento sospeso ancor prima di cominciare potrà andare avanti. C’è il via libera del presidente Mauro Grandesso sull’ipotesi di incompatibilità avanzata dalla collega, la data stabilita è il 15 febbraio dell’anno prossimo, appuntamento a mezzogiorno e mezzo. Il 19 ottobre era accaduto questo: il presidente della seconda sezione del tribunale Giovanni Massidda, che avrebbe dovuto aprire formalmente il dibattimento, aveva comunicato l'astensione perché in fase d'indagine, nelle vesti di gip, aveva autorizzato la Procura a intercettare alcuni indagati. Trasferito all'istante il fascicolo processuale alla prima sezione, dieci metri di distanza al piano terra del palazzo, la presidente Marogna aveva consultato la lista degli imputati e scoperto che uno di loro poteva avere rapporti di amicizia con un suo familiare. Nel dubbio sull'opportunità di andare avanti il magistrato aveva disposto la trasmissione degli atti al presidente del tribunale Grandesso perché fosse il suo ufficio a valutare la situazione e a decidere il da farsi. Ma il dirigente non ha confermato i dubbi sulla compatibilità, quindi il fascicolo è tornato al punto di partenza senza che venisse riaperto il giro delle notifiche.

I quattro mesi persi a causa di quest’intoppo incideranno certamente sul rischio di prescrizione dei reati: i fatti al centro del procedimento risalgono agli anni dal 2004 al 2009, legislatura Soru. Il reato di peculato - sempre che non venga riformato nel frattempo - si prescrive in dodici anni, quindi il processo svanirebbe per tutti nel corso del 2021. Messi in conto i circa 400 testimoni proposti dai difensori per le ventinove posizioni all'esame del tribunale non è difficile prevedere almeno due anni per arrivare alla sentenza, come dire che le conclusioni dei giudici arriverebbero nel migliore dei casi al limite della prescrizione, che scatterebbe inevitabilmente con il secondo grado. A questo punto è chiaro che il processo potrebbe sfociare, se ci saranno, in condanne virtuali.

I politici a giudizio sono Antonio Biancu, Giuseppe Cuccu, Mariuccia Cocco, Giovanni Giagu, Francesco Sabatini, Simonetta Sanna, Giommaria Uggias, Carmelo Cachia, Gavino Manca, Siro Marrocu, Antonio Ignazio Calledda, Angelina Corrias, Vincenzo Floris, Tarcisio Agus, Beniamino Scarpa,
Giuseppe Matteo Pirisi, Renato Cugini, Silvio Bachisio Lai, Giovanni Battista Orrù, Giacomo Spissu, Alberto Sanna, Nazareno Pacifico, Salvatore Mattana, Mario Bruno, Gianluigi Gessa, Elia Corda, Alessandro Frau, Stefano Pinna, Antonio Chicco Porcu e Giovanni Tocco. (m.l)



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