Allarme droga: la Sardegna "inondata"

Traffico concentrato nei porti: per ogni carico scoperto ne passano indenni altri tre. Solo dalla coca guadagno di 300 milioni di euro all'anno

SASSARI. Non spacciano un grammo, vendono a chili. Un mare di cocaina e di eroina passa per i porti della Sardegna e rifornisce le organizzazioni "miste", cioè gruppi strutturati nell'isola e collegati - per ragioni di affari - a trafficanti che hanno sede in Lombardia, nel Lazio e in Campania e che fanno riferimento ai canali internazionali tradizionalmente solidi nella fornitura di droga. In Sardegna l'asticella è stata alzata ormai da anni.

Le bande che fanno i soldi dalla vendita di sostanze stupefacenti si possono permettere anche di perdere un carico e di non fermarsi. É accaduto nei giorni scorsi quando la guardia di finanza ha intercettato un carico di 15 chili di cocaina nel porto di Porto Torres, il corriere, appena sbarcato dal traghetto proveniente da Barcellona è stato arrestato. Quel carico potrebbe essere stato "un rimpiazzo": una quantità equivalente, infatti, era già stata sequestrata - sempre a novembre - nello scalo turritano.

È credibile che l'organizzazione abbia deciso di coprire il buco e intervenire subito con una nuova spedizione (in questi casi la merce viene ceduta a prezzo di costo e magari con pagamento dilazionato per consentire il recupero). Una dimostrazione di forza e la volontà evidente di non voler rinunciare a un commercio che

in Sardegna - solo per la cocaina - vale quasi 300 milioni di euro l'anno.

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