Porto Torres, progetto Matrica bloccato: Pigliaru scrive al governo

Il governatore al premier Conte: «Subito un tavolo nazionale». Incertezza per il piano nell’area industriale dopo i dissidi Novamont-Eni 

CAGLIARI. Frattura insanabile nei rapporti tra i vertici di Novamont e di Eni (le società che avevano sottoscritto l’intesa per creare Matrìca) e incertezza sulla fattibilità del progetto di chimica verde a Porto Torres, che prevedeva – nella fase 3 – la costruzione tra l’altro di un impianto Bioplastiche che doveva essere approvvigionato di materie prime prodotte nel sito industriale turritano.

Tutto bloccato ormai da parecchi mesi e – in apparenza – senza via di uscita. Dopo l’incontro che si è svolto a Sassari lo scorso 22 novembre, il presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru ieri ha scritto al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte e al ministro dell’Economia e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, oltre che ai diretti interessati, Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni e Catia Bastioli, ad di Novamont.

«Non è più ulteriormente rinviabile l’attivazione di un tavolo nazionale a livello di presidenza del Consiglio – sottolinea Pigliaru – che consenta di chiarire e ridefinire gli impegni industriali di Eni e Novamont, anche al di là della joint venture Matrìca, con l’obiettivo di favorire la reindustrializzazione del polo di Porto Torres secondo la traiettoria tracciata nel 2011 e da noi sostenuta in questi anni».

Il presidente Pigliaru ribadisce che finora la Regione ha fatto la propria parte e che la crisi intervenuta tra le due società (Eni e Novamont) ha portato a uno stallo nello sforzo perseguito per trovare una soluzione concordata.

«La Regione Sardegna nel corso di questi anni ha cercato di accompagnare la revisione dell’accordo 2011 – sottolinea Pigliaru nella nota inviata al Governo, a Eni e Novamont – assicurandone la sostenibilità sul fronte industriale, a patto che però venissero tenuti fermi gli obiettivi inizialmente fissati, con particolare riferimento alle bonifiche, alla cessione delle aree e agli sviluppi produttivi e occupazionali tesi alla reindustrializzazione del sito di Porto Torres, anche in chiave di una maggiore verticalizzazione delle produzioni, in grado di assicurare più ampie ricadute in termini di sviluppo economico della nostra Isola».

Pigliaru ricorda il cofinanziamento attraverso il “Fondo Jessica” (costituito con la Bei) di parte dei futuri investimenti rivolti «all’efficientamento energetico degli impianti. E, non ultimo, proprio in virtù degli sviluppi attesi sulla chimica verde, il riconoscimento del sito di Porto Torres quale Area di crisi industriale complessa da parte del ministero dello Sviluppo economico. Tutto ciò senza dimenticare gli sforzi compiuti sul fronte amministrativo per assicurare piste autorizzative adeguate alle varie parti dell’Accordo».

La politica degli annunci e delle rassicurazioni non ha portato lontano. La Regione negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con l’impossibilità di avere rassicurazioni sull’impianto Bioplastiche, con l’incertezza su eventuali sviluppi delle ulteriori linee produttive e con l’aleatorietà degli obiettivi su investimenti e livelli occupazionali.

«Tutto questo – ha sottolineato Pigliaru – mentre in parallelo, in ambito nazionale, Novamont procede a espandere e sviluppare gli investimenti della chimica verde in altri siti, come quello di Patrica recentemente inaugurato, o si promuovono prodotti frutto della tecnologia proprietaria Novamont applicata ai diversi campi che, pur risultato degli sviluppi di Matrìca, non è chiaro se vedranno la luce dal punto di vista produttivo negli impianti di Porto Torres». Incertezza massima che solo un tavolo nazionale in sede governativa può rimuovere.

Intanto, la produzione

nettamente al di sotto delle stime, nei tre impianti già avviati di Matrìca ha fatto maturare perdite che a fine 2017 erano pari a 134 milioni di euro. E Versalis (Eni) ha assicurato finora la quasi totale copertura finanziaria.

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