Stop al pane surgelato spacciato per fresco

A partire dal prossimo 19 dicembre le rivendite dovranno separare i prodotti e specificare il tipo di produzione e conservazione. È festa per i panificatori di Confartigianato Imprese Sardegna per il decreto interministeriale

Il pane surgelato o precotto non potrà più essere venduto come “pane fresco”. È festa per i panificatori di Confartigianato Imprese Sardegna per il decreto interministeriale 131/2018, che a partire dal prossimo 19 dicembre impone alle rivendite di separare i prodotti e specificare il tipo di produzione e conservazione. Potrà chiamarsi “fresco” solo il pane “preparato secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni finalizzate al congelamento o surgelazione, privo di additivi conservanti e di altri trattamenti aventi effetto conservante”. «Finalmente i consumatori potranno scegliere tra il “pane fresco sardo” e quello proveniente da altre zone d’Europa, ma anche regioni italiane, prodotto magari parecchi mesi prima e surgelato, che peraltro ha spesso prezzi più elevati – commenta il segretario regionale Stefano Mameli. «Dopo 12 anni di battaglie in Parlamento e nei ministeri arriva una vittoria quanto mai attesa». Previsti scomparti e incarti diversi per le varie tipologie. Mameli dice di aver «apprezzato il lavoro dell’assessorato all’artigianato che, anticipando i tempi della normativa nazionale,
attraverso il logo “pane fresco” ha disciplinato in maniera organica l'attività di produzione e di vendita. È di questi giorni l’accelerazione sull’elenco dei produttori autorizzati a utilizzare il marchio, procedura per la richiesta del marchio e campagna di comunicazione». (a.palm.)


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