Dallo sport agli enti locali, i tagli del governo nell’isola

Manca, Pd: sparite le risorse per gli impianti di Sassari, Tergu, Tula, Uri e Isili. Prestigiacomo, Fi: fondi a tutte le province, ma sono escluse le sarde e le siciliane

SASSARI. Tagli allo sport, tagli alle province, tagli ai fondi per i figli di vittime di femminicidio. Le opposizioni all’attacco del governo Conte. Dal Pd a Forza Italia è un coro unanime contro i provvedimenti di Palazzo Chigi. Il primo a partire all’attacco è il deputato dem Gavino Manca, che denuncia il dimezzamento delle risorse per gli impianti sportivi sardi. «Degli oltre 3 milioni di euro destinati dal precedente governo ne sono stati confermati solo un milione e mezzo». E così stop ai progetti per gli impianti di Sassari, Tergu, Tula, Uri. Ma anche Isili, Carbonia, Ussaramanna, Villaputzu. «La realizzazione e la rigenerazione di impianti sportivi localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie ha rappresentato uno dei più importanti obiettivi raggiunti nella scorsa legislatura nell’ambito delle politiche sportive – dice ancora Manca, firmatario della interrogazione presentata dall’ex ministro Luca Lotti –. È questa l’attenzione che il governo dedica ai centri minori e allo Sport? Capisco che l’azione dell’esecutivo sia rivolta a mettere le mani nella gestione delle intere risorse del mondo dello Sport, con una invadenza di campo che non si era mai vista. Ma se questi sono i risultati credo che farebbe bene a stare lontano da questo mondo».

Province. Niente fondi per le province sarde e siciliane. Nulla, neanche un centesimo. A denunciare lo scippo sono i deputati siciliani capitanati dall’ex ministra Stefania Prestigiacomo. «Nella manovra di bilancio oltre ai danni generali che il governo gialloverde sta arrecando al Paese vi sono norme gravemente discriminatorie e punitive per Sicilia e Sardegna – attacca –. Per le province italiane vengono stanziate somme aggiuntive annuali per i prossimi 15 anni per la manutenzione di strade e l'edilizia scolastica, escludendo inspiegabilmente Sicilia e Sardegna. Ricordiamo al governo che la finanza locale, nonostante gli statuti speciali delle due regioni, è ancora competenza statale e la norma che dovrebbe sempre avere carattere generale, opera una odiosa discriminazione per milioni di italiani siciliani e sardi. I cittadini siciliani e sardi non sono di serie B e devono sapere come il governo intende attuare l'articolo 3 della Costituzione secondo il quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, inclusa la legge di bilancio».

Orfani di femminicidi. La legge era stata ideata in Sardegna. La bozza era stata scritta dalla consigliera regionale Anna Maria Busia e primi firmatari gli ex parlamentari sardi Roberto Capelli e Luciano Uras. L’anno scorso il via libera di Camera e Senato, ma nella legge di bilancio nessuna risorsa per gli orfani delle vittime di femminicidio. «Una bastardata del governo», la definisce l’ex ministra di Forza Italia, Mara Carfagna. «M5s e Lega hanno trovato soldi per tutto – aggiunge –: detassare i massaggi e i trattamenti di bellezza negli hotel, consentire ai turisti di fare shopping con 15mila euro in contanti e
far costare meno la birra artigianale. Ma non sono riusciti a far spuntare 10 milioni per le famiglie che si prendono cura degli orfani di femminicidio, delle migliaia di bambine e bambini che hanno assistito all'assassinio della madre da parte del padre. È una vergogna». (al.pi.)

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