Sassari, il messaggio dell'arcivescovo: «L'indifferenza uccide, siate veri artigiani per la città»

Monsignor Gian Franco Saba si rivolge alla città in occasione della festa del santo patrono San Nicola: «Non ci sono partecipazione, coinvolgimento, impegno e onestà intellettuale. Così si blocca la crescita»

“Oltre l’indifferenza. Risvegliare l’attenzione nelle relazioni interpersonali e sociali”. È questo il titolo del messaggio che in occasione della solennità di san Nicola, patrono di Sassari, ho voluto indirizzare alla città. Un messaggio i cui destinatari non sono soltanto quanti appartengono alla comunità cristiana ma tutti gli uomini e le donne di buona volontà della nostra società e quanti hanno responsabilità nella gestione del bene comune in ambito civile, accademico e militare. Con tutti e con ciascuno di essi vorrei proseguire il dialogo intrapreso l’anno scorso attraverso l’invito ad «lasciarsi interpellare a partire da chi abita nella porta accanto.

Credo, infatti, che oggi più che mai sia necessario «ascoltare le voci del popolo» per superare il muro dell’indifferenza e lasciarsi interpellare dall’altro, a partire da chi è più vicino a noi.

Il santo patrono della nostra Città, che nella sua vita udì voci che grondavano di inquietudini e di incertezza e cercò mezzi e strumenti per cambiare situazioni di abbandono causate dall’indifferenza, è per noi un esempio da seguire. Come Nicola, anche noi siamo chiamati ad accogliere la provocazione che riceviamo da due volti che si rivelano nella nostra società: solitudine e dolore. Volgere lo sguardo altrove, per scansare questa provocazione, significherebbe lasciarci sopraffare dal male dell’indifferenza.

L’assenza di partecipazione, di coinvolgimento, di impegno e di onestà intellettuale nel dare un nome alle cause che bloccano la crescita e lo sviluppo si può definire indifferenza. Così come anche non prendere l’iniziativa o rallentare i processi virtuosi di progetti, siano essi pubblici o privati, equivale a rapportarsi all’altro con «indifferenza omicida».

Ma come si può superare il muro dell’indifferenza per lasciarsi interpellare dall’altro? L’indifferenza può essere contrastata promuovendo, sia nella comunità ecclesiale che nella vita civica, persone disposte a mettersi in gioco, a scendere in campo per ascoltare e soccorrere il proprio simile.

E in una cultura come la nostra, che perde sempre più i legami di solidarietà, risulta necessario rafforzare le reti sociali e interpersonali libere finalizzate a promuovere dinamiche e strutture di partecipazione per una rinnovata «cultura dell’incontro».

Ciascuno di noi dovrebbe lasciarsi pro-vocare dalla domanda che Dio rivolse a Caino: «Dov’è tuo fratello?» Ma la risposta del primo fratricida della storia dell’umanità: «Sono forse io il custode di mio fratello?» non può essere la nostra. Come ha ricordato papa Francesco, anche «l’indifferenza uccide» e per questo è necessario essere «voce che contrasta l’omicidio dell’indifferenza».

Dando voce a chi non ha parole, a chi può solo inghiottire lacrime in un territorio di sofferenza. Per questo esorto non soltanto quanti ricoprono ruoli di responsabilità politiche e amministrative, ma ciascun uomo di buono volontà, a diventare “artigiani per la città”, sconfiggendo l’inerzia di chi assiste ai drammi altrui facendo finta di niente.

La presenza in città dei Gremi, le nostre antiche corporazioni di arti e mestieri, richiama la dimensione della solidarietà sociale di cui è ricca Sassari. E come nella storia meno recente, anche in epoca moderna matura il fervore delle associazioni culturali, di volontariato sociale e di solidarietà in una forma più consona alle esigenze dei tempi moderni.

Con un «travaso di memoria», con audacia e spirito progettuale, la nostra città può ripartire e divenire un autentico laboratorio che ripensa il futuro. Con la consapevolezza che «le sfide esistono per essere superate».

L’esempio di San Nicola, significativa pietra miliare della nostra tradizione culturale e spirituale, ancora oggi può ispirare il desiderio e la volontà di uscire dall’isolamento

e dalla lamentazione, di abbattere i muri dell’indifferenza per impegnarsi concretamente per una società più fraterna, per una solidarietà più prossima, per una educazione che sappia forgiare artigiani del futuro.

*Arcivescovo Metropolita di Sassari

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